29 Agosto 2026
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“Non può esserci una Lega al Nord e una al Sud”: Greco all’attacco sull’Autonomia differenziata

La consigliera richiama Costituzione e sentenza della Consulta e chiede alla Lega calabrese di trasformare le parole in iniziative concrete

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Una sfida politica sull’Autonomia differenziata arriva dal Consiglio regionale della Calabria. La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, Filomena Greco, ha scritto una lettera aperta al consigliere Orlandino Greco (Lega) dopo le sue recenti dichiarazioni alla stampa sul tema.

Il punto di partenza della consigliera è la forte convergenza che, a suo giudizio, emerge tra le posizioni espresse dall’esponente leghista e le battaglie portate avanti dall’opposizione. Perequazione, divari territoriali, sanità, infrastrutture e rischio di cristallizzare le disuguaglianze sono alcuni dei temi richiamati.

“Leggendo il tuo intervento sull’Autonomia differenziata, in prima battuta ho pensato che avessero sbagliato il mio nome”, scrive Greco. Poi, però, arriva la domanda politica: la Lega ha davvero cambiato posizione sull’autonomia oppure sta cambiando soltanto il modo di comunicarla al Sud in vista delle prossime elezioni politiche?

“Prima si colmano i divari, poi si differenzia”

Secondo Filomena Greco, il nodo centrale riguarda l’ordine con cui affrontare Autonomia differenziata e perequazione. La consigliera contesta in particolare l’idea che debbano essere le Regioni meridionali a “costruire una loro strategia” per evitare di subire gli effetti dell’autonomia.

“Perché dovrebbe essere il Sud a doversi attrezzare per difendersi dagli effetti dell’autonomia?”, domanda Greco. “Ma davvero tocca al Mezzogiorno ricordarsi di chiedere anche perequazione e risorse adeguate? Ed io che pensavo che dovessero esserci prima! Che dovesse pensarci lo Stato!”.

Da qui la sua posizione: prima occorre colmare i divari territoriali e garantire risorse e servizi essenziali, poi si potrà procedere con la differenziazione delle competenze. Il ragionamento viene rivolto direttamente a Orlandino Greco: “Non sarebbe più utile chiedere al tuo partito di fermarsi finché quelle garanzie non ci sono?”.

Il riferimento all’iter dell’Autonomia differenziata

Filomena Greco sottolinea inoltre che la questione non sarebbe soltanto teorica. Nella lettera richiama infatti il 30 luglio, quando, secondo quanto riportato, il ministro Roberto Calderoli ha dichiarato conclusa la fase negoziale, annunciando il successivo ritorno degli schemi al Consiglio dei ministri e quindi in Parlamento.

Per la consigliera regionale, proprio l’accelerazione dell’iter rende necessario un chiarimento politico da parte della Lega in Calabria. “Sarai d’accordo con me che non può esserci una Lega che al Nord chiede di correre sull’autonomia e una Lega che, al Sud, ci dice di stare tranquilli perché bisogna occuparsi anche di perequazione e divari”, scrive.

E ribadisce: “Il punto è proprio l’ordine delle cose: prima si colmano i divari, poi si differenzia. Non credi?”.

Costituzione e sentenza della Consulta: “Non possiamo scegliere un articolo e dimenticarne altri”

Greco precisa di non essere contraria all’autonomia in quanto tale. Il riferimento è all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, che disciplina la possibilità di attribuire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni.

La sua critica riguarda invece le condizioni nelle quali il processo dovrebbe essere portato avanti. “Non lo sostengo per una contrarietà ideologica all’autonomia. L’articolo 116, terzo comma, è nella Costituzione e va rispettato”, afferma. “Ma nella stessa Costituzione ci sono l’articolo 3 sull’uguaglianza sostanziale, l’articolo 5 sull’unità e indivisibilità della Repubblica e l’articolo 119 sulla perequazione e sulla solidarietà finanziaria tra territori”.

Per la consigliera, dunque, l’Autonomia differenziata non può essere separata dai principi di uguaglianza e solidarietà tra territori.

Nel suo ragionamento entra anche la sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale, che, secondo Greco, ha ricondotto il processo entro limiti precisi, richiamando il rispetto dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza sostanziale, l’individuazione delle funzioni trasferibili, la garanzia dei LEP e un’adeguata copertura finanziaria.

“Non possiamo scegliere di rispettare un articolo della Costituzione e dimenticarne altri”, sottolinea.

L’ordine del giorno depositato in Consiglio regionale

La consigliera ricorda quindi di aver già tradotto la propria posizione in un’iniziativa istituzionale. “Il 15 maggio ho depositato in Consiglio regionale un ordine del giorno chiedendo al presidente Occhiuto di revocare, sospendere o non reiterare l’assenso espresso dalla Calabria alle pre-intese fino alla piena attuazione dei LEP, al superamento della spesa storica e all’effettiva operatività dei meccanismi perequativi previsti dall’articolo 119 della Costituzione”, scrive.

È proprio questo il punto sul quale Greco lancia la proposta a Orlandino Greco: sottoscrivere insieme l’ordine del giorno e chiedere al presidente della Regione Roberto Occhiuto una posizione politica netta sul percorso dell’Autonomia differenziata. “Tu dalla maggioranza e dalla Lega, io dall’opposizione e da Casa Riformista – Italia Viva”, propone la consigliera, chiedendo di lavorare insieme nell’interesse della Calabria e del Mezzogiorno.

L’appello ai parlamentari del Sud

La lettera si allarga poi al ruolo dei parlamentari eletti nel Mezzogiorno. Greco chiede a Orlandino Greco di rivolgere un appello ai deputati e ai senatori della Lega e, più in generale, a quelli dell’intera maggioranza di governo eletti nelle regioni meridionali affinché si attivino per fermare l’approvazione delle intese “nelle condizioni attuali”.

La consigliera ricorda di aver già rivolto un appello analogo, il 22 giugno, a tutti i parlamentari eletti nelle regioni del Mezzogiorno, senza distinzione politica. L’obiettivo, spiega, dovrebbe essere quello di mettere “gli interessi delle comunità e dei territori che rappresentano davanti alle convenienze e alle discipline di schieramento”.

Secondo Greco, quell’appello non sarebbe stato raccolto dai parlamentari della maggioranza, che avrebbero continuato a sostenere il percorso dell’autonomia seguendo le indicazioni dei rispettivi partiti.

“La disciplina di partito non può venire prima degli interessi del territorio”

È questo uno dei passaggi più politici della lettera. “Un parlamentare, come un consigliere regionale — sono certa sarai d’accordo — non riceve soltanto l’investitura del proprio partito: riceve un mandato dagli elettori e da un territorio che ha il dovere di rappresentare”, afferma Greco.

Il riferimento è alle possibili conseguenze dell’Autonomia differenziata su settori come sanità, istruzione, infrastrutture, Protezione civile, previdenza complementare, servizi e opportunità di sviluppo. “Quando sono in gioco sanità, istruzione, infrastrutture, Protezione civile, previdenza complementare, servizi e opportunità di sviluppo, la disciplina di partito non può venire prima della tutela degli interessi delle comunità che quel mandato glielo hanno affidato”, sostiene la consigliera.

“Le parole non bastano più: adesso tocca a te”

La conclusione della lettera torna direttamente a Orlandino Greco e alla questione della posizione della Lega nel Mezzogiorno. “Capire se nella Lega del Sud sia maturata davvero una posizione diversa sull’autonomia o se, avvicinandosi le elezioni politiche, stia semplicemente cambiando il modo di raccontarla”, è la domanda posta da Filomena Greco.

La consigliera dice di voler credere alla prima ipotesi, ma chiede ora una prova concreta. “Io preferisco credere alla prima ipotesi. Ma a questo punto le parole non bastano più. Se davvero su perequazione, divari e uguaglianza dei diritti pensi quello che ho letto nell’articolo, dimostralo con scelte concrete. Io la mia l’ho fatta. Adesso, Orlandino, tocca a te”.

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