In attesa dei nomi, comincia a prendere forma il modulo di gioco che, da buon allenatore, Roberto Occhiuto adotterà per disputare la prossima fondamentale partita di governo regionale. L’esecutivo ha, com’è noto, un perimetro rigido: i posti sono solo sette, davvero pochi in rapporto alla potenza di fuoco che numerosi eletti e rieletti hanno sprigionato nell’ultima tornata del 5 e 6 ottobre scorsi. Tuttavia, la giunta — previa riforma da attuare con i dovuti passaggi nel parlamentino calabrese — nei primi mesi del 2026 potrà contare su due poltrone aggiuntive, andando così a nove.
Forza Italia: tre posti e l’area azzurra in vantaggio
Prima che ciò avvenga, si “giocherà” in 7 + il presidente, secondo questo possibile schema: 3-2-2-1. Tre posti andranno all’area azzurra, dove sono in pole position l’inamovibile Gallo, Rosaria Succurro e un esterno.
Fratelli d’Italia: due assessorati e una vicepresidenza
Due posti a Fratelli d’Italia — che è comunque seconda forza della coalizione — con la possibilità della vicepresidenza ad Antonio Montuoro (in rappresentanza dell’area centrale della Calabria) e un posto da assessore a Giovanni Calabrese, che ha onorato al meglio le pesanti deleghe assegnategli nella scorsa legislatura. Ne deriva che la promozione al governo di Montuoro apre le porte al non eletto Filippo Pietropaolo, e non alla seconda classificata, Wanda Ferro, che manterrà il sottogretariato agli Interni.
Lega: Mancuso e Mattiani per garantire gli equilibri
Due dovrebbero essere gli assessori anche per la Lega: Filippo Mancuso e Giuseppe Mattiani. Non esiste altra formula possibile per il partito di Salvini, che persegue l’obiettivo di ripescare in consiglio regionale Giampaolo Bevilacqua e lo scopellitiano Sarica mediante il meccanismo del consigliere supplente.
Noi Moderati: un posto garantito
Anche Noi Moderati, che ha eletto Rosa e Pitaro, ha diritto ad un membro nel nuovo esecutivo di Roberto Occhiuto. Gli accordi con Lupi e Galati sono chiari e prevedono l’ingresso in Cittadella di una personalità esterna, forse una donna.
Presidenza del Consiglio: in pole Reggio Calabria
Sulla presidenza del consiglio non ci sarebbero dubbi: spetta a Reggio Calabria e a Forza Italia secondo le ultime accreditate indiscrezioni. In pole per la prima carica consiliare c’è Giannetta, previo accordo con il supervotato Cirillo, che ha legittimato sul campo una gratificazione. Allo stesso modo di Giacomo Crinò, alla sua terza elezione consecutiva: un aspetto, ma soprattutto un merito che i vertici azzurri non possono ignorare.
Il caso Minenna e la burocrazia regionale
L’assetto che va prendendo forma escluderebbe un pieno coinvolgimento nella squadra di governo del tecnico Minenna, attualmente alle finanze. Ma, come riportavamo ieri, il manager potrebbe essere posto al centro della burocrazia regionale con un incarico di rilievo. Il presidente di lui si fida moltissimo.
Fiducia che invece non avrebbero altri direttori generali, specie qualcuno che ha pensato più a fare il guru, anziché centrare obiettivi. Per questo, dopo il varo della giunta, ci sarà quello della nuova riorganizzazione. E saranno dolori per i sedicenti intoccabili.






