31 Agosto 2026
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Occhiuto: “Per fermare erosione e dissesto servono 18 autorizzazioni, così gli interventi restano bloccati”

Il presidente della Regione Calabria denuncia l’eccesso di procedure preventive per le opere di mitigazione del rischio. “Bisogna semplificare e rendere strutturale il modello della Protezione civile per accelerare i cantieri”

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Una burocrazia troppo complessa, fatta di autorizzazioni, pareri e passaggi preventivi, rischia di rallentare o addirittura impedire la realizzazione degli interventi contro l’erosione costiera e il dissesto idrogeologico. È l’allarme lanciato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenuto a Roma alla presentazione di Cap Rischio – Strategie di protezione civile per i territori 2021-2027. Secondo il governatore, ai problemi legati alla capacità organizzativa e amministrativa degli enti si aggiunge un sistema autorizzativo diventato ormai troppo pesante.

“Per un’opera contro l’erosione servono 18 autorizzazioni”

“I problemi del deficit di capacità organizzativa, di capacità burocratica si sommano con una ipertrofia di autorizzazioni preventive che rendono difficilissimo realizzare gli interventi”, ha dichiarato Occhiuto, come riportato dall’Ansa. Il presidente della Regione ha citato il caso delle opere per la difesa delle coste calabresi: “Al di fuori di quelle che sono le ordinanze di Protezione civile, quando noi mettiamo mano a un’opera di mitigazione del rischio, di riduzione dell’erosione costiera, abbiamo bisogno di 18 autorizzazioni preventive”. Una situazione che, secondo Occhiuto, si ripete anche per gli interventi destinati a contrastare il rischio idrogeologico, particolarmente elevato in numerose aree della Calabria.

L’appello al governo: “Serve una forte semplificazione”

Il governatore ha riconosciuto il valore delle iniziative promosse dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, chiedendo però un intervento più incisivo sul piano legislativo. “Tutto bene quello che fa il Dipartimento della Protezione civile, vorrei però che a livello nazionale ci fosse una fortissima attenzione alla necessità di semplificare tutto quello che occorre per mitigare il rischio”, ha affermato. Per Occhiuto è necessario rendere strutturali le modalità operative utilizzate dalla Protezione civile durante le emergenze, anche quando non sono in vigore specifiche ordinanze. “Bisogna rendere strutturali i modi di intervento della Protezione civile anche in condizioni di assenza di ordinanze di Protezione civile, perché altrimenti molte attività di contrasto e di riduzione del rischio, nonostante le risorse e nonostante i buoni progetti, non riusciremo a realizzarle”.

“Prendere esempio da ciò che funziona”

Il presidente della Regione Calabria ha indicato proprio nella Protezione civile un modello operativo da seguire, grazie alla possibilità di intervenire, in alcuni casi, attraverso procedure straordinarie e deroghe capaci di velocizzare i lavori. Il sistema della Protezione civile, ha spiegato Occhiuto, “funziona meglio” perché può operare “anche in un contesto di deroghe che rappresentano una accelerazione dei processi”. L’obiettivo, dunque, non sarebbe quello di eliminare i controlli, ma di ridurre i tempi e i passaggi burocratici che spesso separano la disponibilità delle risorse dall’apertura effettiva dei cantieri.

Risorse e progetti non bastano senza procedure più rapide

Secondo Occhiuto, gli investimenti destinati a rafforzare la capacità amministrativa degli enti rischiano di non produrre risultati concreti senza una contemporanea revisione delle regole. “Noi dovremmo tentare di semplificare quanto più possibile per accelerare molti processi, perché altrimenti gli investimenti in rafforzamento della capacità organizzativa e amministrativa saranno utili, ma non saranno sufficienti”, ha concluso il presidente della Regione Calabria. Un messaggio rivolto al governo e al Parlamento, mentre la Calabria continua a fare i conti con frane, alluvioni, mareggiate ed erosione delle coste, fenomeni che richiedono non soltanto finanziamenti e progettazione, ma anche tempi amministrativi compatibili con l’urgenza degli interventi.

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