21 Settembre 2026
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Ospedale della Sibaritide, l’allarme di Giuseppe Campana: “Un edificio senza acqua né scarichi resta una scatola vuota”

Tra annunci di aperture imminenti e pesanti carenze infrastrutturali, il portavoce di Europa Verde/Avs denuncia le criticità del nuovo presidio sanitario e chiede risposte concrete sulle reali condizioni della struttura

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Resta al centro del dibattito politico e sociale il futuro dell’ospedale della Sibaritide, dopo i recenti annunci che ipotizzano il trasferimento degli ambulatori nel nuovo presidio sanitario in fase ci completamento in contrada Insiti, terra di mezzo tra Rossano e Corigliano, già entro il mese di ottobre. Una prospettiva che sembrerebbe scontrarsi frontalmente con lo stato reale del cantiere e con le gravi carenze strutturali segnalate sul territorio.
Sulla questione interviene con decisione il portavoce regionale di Europa Verde/Avs, Giuseppe Campana, evidenziando come “annoti con grande piacere le attenzioni che la politica, o meglio, certa politica, sta dedicando all’ospedale della Sibaritide, ormai finito in un vortice in cui tutti straparlano come se si fosse al bar dello sport, facendo il tifo per questa o quella squadra”.

I nodi irrisolti di viabilità, rete idrica e depurazione

La possibilità di un’apertura parziale in tempi brevi solleva forti perplessità circa l’effettiva operatività del presidio sanitario. A fronte delle rassicurazioni ufficiali sui tempi di consegna, Campana pone interrogativi diretti sulle condizioni minime della struttura: “Ne abbiamo preso atto con la dovuta commozione, e ci permettiamo soltanto qualche domanda di servizio: con quale acqua si laveranno le mani i medici, da quale strada arriveranno i pazienti, dove finiranno i reflui”.
Secondo le analisi tecniche e le verifiche sul campo, il completamento definitivo dell’opera richiederà ancora diverso tempo. Le criticità riguardano servizi essenziali e primari, come chiarisce il portavoce ecologista: “La struttura di contrada Insiti, per quanto ci risulta, sconta ancora almeno un anno dal suo totale completamento. Manca una viabilità di accesso che possa definirsi tale, manca l’allaccio alla rete idrica potabile. Mancano gli scarichi. Il depuratore, quasi ultimato a quanto pare, resta un manufatto isolato in mezzo alla campagna, in attesa di un collettamento alla rete che nessuno ha ancora programmato”.

Servizi sanitari definanziati e la fuga del personale medico

Oltre alle carenze infrastrutturali esterne, la discussione investe anche il ridimensionamento delle prestazioni sanitarie previste per il nuovo ospedale. Tra i punti più critici figurano l’assenza dell’emodinamica nella programmazione regionale per le emergenze coronariche e la scomparsa della Medicina nucleare dai piani operativi, nonostante la realizzazione del bunker dedicato. A questo quadro si aggiunge la persistente sofferenza degli spoke del territorio, segnati da una progressiva carenza di personale e medici. Di fronte a una gestione che rischia di anteporre i proclami alla funzionalità reale, Campana ribadisce che “un edificio senza acqua e senza scarichi, per quanto moderno e rifinito, resta una scatola vuota”.

L’appello per uno stop agli annunci e garanzie per i cittadini

La richiesta di Avs è quella di fermare la corsa alle inaugurazioni affrettate e garantire massima trasparenza sullo stato effettivo dei lavori, consentendo anche il regolare svolgimento delle prerogative ispettive istituzionali. In una comunità da anni in attesa di risposte sul diritto alla salute, il portavoce di Europa Verde conclude chiedendo a chi annuncia tagli di nastri nel giro di poche settimane, che spieghi “ai cittadini della Sibaritide da quale rubinetto uscirà l’acqua il giorno dell’inaugurazione. Fino ad allora si risparmino gli annunci a un territorio che ne ha collezionati fin troppi”.

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