5 Ottobre 2026
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Ospedale della Sibaritide, Stasi conferma la tesi di Calabria7: “Da sindaco non aprirei nemmeno uno sgabuzzino in queste condizioni”

Il sindaco sarà domani al taglio del nastro, ma mette a verbale i suoi dubbi su acqua, fogna e “servizi primari”. Le penali, dice, “potranno essere quantificate solo al momento di ultimazione dei lavori”, che “al momento non è all'orizzonte”. La proposta: trasformarle in Emodinamica, Medicina Nucleare e tecnologie diagnostiche

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Domani a mezzogiorno il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ci sarà. Lo ha comunicato con una nota, rispondendo a quel “in molti mi chiedono se domani sarò presente alla apertura di alcuni ambulatori presso il nuovo ospedale di Insiti”, e la risposta, nelle sue parole, è “scontata”: “se si aprono nuove strutture in città, al netto delle perplessità tecniche e politiche, non ci sono bandiere che tengano, il sindaco è felice e presiede convintamente”.
Il galateo istituzionale è salvo. Il resto del testo è un catalogo di quelle “perplessità”, redatto con una cortesia più formale di così non si potrebbe, e coincide quasi voce per voce con quanto Calabria7 ha documentato nelle ultime ore.

Il sindaco, infatti, sta confermando le tesi dell’articolo che abbiamo pubblicato oggi. Il 29 settembre ha dichiarato che il Comune non aveva rilasciato alcuna agibilità, e la segnalazione certificata depositata il 1° ottobre per il solo piano zero del corpo A, come anticipavamo, ha già ricevuto dall’Urbanistica comunale una richiesta di documenti.
Mancano, per quanto a sua conoscenza, rete fognaria, allaccio idrico e scarico delle acque. E la fine dei lavori, da cui dipende il conto delle penali, “al momento non è all’orizzonte”. Sono i punti su cui la nostra ricostruzione si fonda, ora pronunciati dal primo cittadino e dunque a verbale.

Lo sgabuzzino

La prima considerazione del sindaco riguarda “la possibilità di attivare dei servizi sanitari in assenza, per quanto a mia conoscenza, di rete fognaria, allaccio idrico, scarico della raccolta delle acque e cose simili”.
Stasi si dice “fortemente convinto che non esistano al mondo dei pazzi tanto spregiudicati da attivare dei locali sanitari in assenza di servizi primari”, e aggiunge la frase che rischia di diventare il metro dell’intera vicenda: “da Sindaco non aprirei nemmeno uno sgabuzzino in queste condizioni, figuriamoci degli ambulatori”.

Da qui la fiducia, espressa con una serenità che non ammette repliche, che “tali problemi siano stati brillantemente superati”. Il chiarimento arriverà, spiega, “nell’ambito della richiesta documentale con cui l’Urbanistica Comunale ha già risposto alla SCA inviata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri 4 giorni fa”.
La notizia, per chi legge, sta in quel “già”. La segnalazione, che per sua natura va in automatico se nessuno dice di no, ha incontrato in quattro giorni un ufficio che ha chiesto le carte. Nell’elenco degli allegati che Calabria7 ha potuto consultare non compare alcun atto sul collaudo delle opere di urbanizzazione primaria, cioè la strada, la rete idrica e la fogna.

910 giorni, e un calendario che parla da solo

La seconda considerazione poggia su una fotografia: quella di un documento che, secondo Stasi, “stabilisce che il concessionario avrebbe dovuto consegnare l’ospedale in 910 giorni, cioè il 3 ottobre 2026”. E poi: “In caso contrario sarebbero state pesanti le penali in favore delle casse pubbliche”.
Il calendario, a questo punto, fa il resto. Sabato 3 ottobre era l’ultimo giorno utile.
La segnalazione di agibilità risulta depositata il 1°, due giorni prima della scadenza. La pec con gli inviti reca la data del 2. Il nastro sarà tagliato martedì 6, tre giorni dopo il termine. È la sequenza che il sindaco, il 29 settembre, aveva riassunto in una formula: “un’operazione pantomima per non pagare le penali”.
Lo stesso concetto che, nel comunicato sul collettore, aveva definito “il poliambulatorio di lusso più costoso e confuso dell’Occidente, concepito al solo scopo di risparmiare al concessionario il pagamento delle penali”.

Stasi, ora, sceglie il registro dell’antifrasi e dell’ironia: “Non ho mai veramente pensato che qualcuno azzardare una inaugurazione di facciata solo per evitare che il concessionario paghi delle penali e quanto accadrà domani ne è la conferma”. Segue il passaggio sulle interpretazioni: “La consegna di alcuni ambulatori semivuoti, infatti, non è neanche lontanamente assimilabile alla ultimazione dei lavori previsti dal contratto e nessuno sarebbe così spregiudicato da avventurarsi in simili interpretazioni”.

Sugli “ambulatori semivuoti” il progetto organizzativo dell’Asp offre qualche numero. Elenca tredici discipline, per circa ottantasei ore settimanali complessive, l’equivalente di poco più di due medici a tempo pieno, tutti prelevati da reparti già in funzione. La Regione, nel frattempo, annuncia l’avvio di “22 ambulatori”.

Il bicchiere mezzo pieno e le penali che non hanno data

“Da sindaco sono abituato a vedere sempre i bicchieri mezzi pieni”, scrive ancora Stasi, “per cui ho una proposta per trasformare in qualcosa di positivo il grave ritardo accumulato dal concessionario”. Quale? “Si convertano queste importanti penali, che potranno essere quantificate solo al momento di ultimazione dei lavori (che al momento non è all’orizzonte), in servizi sanitari per le comunità”.

Il sindaco, in sostanza, ricorda che l’importo delle penali dipende dal giorno in cui l’ospedale sarà finito, e che quel giorno nessuno è in grado di indicarlo. È la stessa incognita su cui Calabria7 insiste nel suo articolo di oggi: la conclusione reale dei lavori, la consegna “chiavi in mano”, il ricovero del primo paziente, senza una data che regga. Il bicchiere mezzo pieno, a Insiti, ha per ora gli ambulatori semivuoti.

Con quelle penali, propone Stasi, “si ripristinino quei servizi originariamente previsti nel progetto di Ospedale e poi ignobilmente tagliati (per diminuire costi e tempi) come l’Emodinamica, la Medicina Nucleare, le tecnologie diagnostiche eccetera”.
Sono i servizi di cui Calabria7 aveva rivelato in agosto l’assenza dalla programmazione, a partire dal documento sulla Rete SCA di Azienda Zero.


Sono quelli per cui la consigliera regionale Rosellina Madeo ha presentato un’interrogazione su Medicina nucleare e Pet-Tc, previste in attivazione contestuale all’apertura dal Dca 80/2024, con l’unico ciclotrone calabrese.
Sono gli stessi che avevano fatto battezzare il nuovo ospedale, da qualcuno, “Rsa di lusso costato 300 milioni”.

Il sindaco chiude con un richiamo che sembra rivolto a tutti i presenti di domani: “Chi ama e governa questa terra, infatti, ed è dotato di occhi, orecchie e parola, sa benissimo che la nostra gente ha un disperato bisogno di servizi sanitari di qualità ed un sindaco lavora solo per questo. Significa realizzare un nosocomio con le migliori attrezzature ed attraente per le migliori professionalità, senza le quali avremo realizzato un bell’edificio, ma non un nuovo ospedale. Sono certo che questi obiettivi sono comuni a tutte le istituzioni”.
Già.

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