L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che “la definizione del percorso operativo per il Ponte sarà assunta dalle Autorità di Governo, con il supporto della Stretto di Messina, dopo l’esame delle motivazioni della Corte dei conti sulla ricusazione del visto relativo alla delibera del CIPESS e al III Atto aggiuntivo alla Convenzione. Una volta completato il controllo di legittimità, sarà avviata la fase realizzativa“. Ciucci ha espresso fiducia “nell’ottenere dalla Corte una registrazione piena“, sottolineando “il rispetto delle norme italiane ed europee“.
Impatti sull’insularità e sul territorio
Ciucci ha evidenziato che “entro il 2033, con il completamento del Ponte, il concetto di insularità sarà superato per la Sicilia e la Calabria, regioni con circa 5 milioni di abitanti. Secondo uno studio della Regione Siciliana, il costo annuale dell’insularità è di circa 6,5 miliardi di euro (7,4% del PIL regionale a valori 2018).
Il Ponte, aperto 365 giorni l’anno e 24 ore su 24, consentirà continuità a strade e ferrovie e favorirà il prolungamento dei servizi ad alta velocità“.
Benefici per mobilità e produttività
Gli studi indicano che il Ponte rappresenta la risposta più efficiente a una domanda crescente di collegamenti moderni tra Sicilia, Calabria e Continente. Risparmio di tempo: circa 1 ora per i veicoli e 2-3 ore per i treni; impatto sul territorio: migliora la qualità della vita, la mobilità e il tessuto produttivo; rilevanza europea: il Consiglio Europeo ha incluso il Ponte nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo, confermando il ruolo strategico per il completamento dell’asse sud-nord.
Confronto con altre opere europee
Al 2033, il Ponte sullo Stretto sarà uno dei pochi collegamenti mancanti nei principali corridoi europei: Tunnel del Fehmarn Belt (Germania-Danimarca): completamento previsto 2029; Tunnel del Brennero (Austria-Italia): completamento previsto 2032; Ponte sullo Stretto di Messina (Italia): completamento previsto 2033









