16 Ottobre 2026
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Proteste per il caro carburanti, Conte punta il dito contro il Governo: “Basta propaganda, la realtà bussa alla porta”

Il leader M5S denuncia le proteste di lavoratori e imprese, con particolare attenzione alla situazione del Sud e della Calabria

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Il caro carburanti alimenta le proteste in diverse aree del Paese e diventa terreno di scontro politico. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, interviene sulla mobilitazione che coinvolge agricoltori, autotrasportatori, pescatori e operai, con particolare attenzione alle difficoltà segnalate nel Sud Italia, dalla Puglia alla Calabria e alla Sicilia. In un messaggio pubblicato sui social, accompagnato da un video delle proteste degli autotrasportatori, l’ex presidente del Consiglio ha rivolto un duro attacco alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusando il Governo di non dare risposte adeguate all’aumento dei costi che grava su cittadini e lavoratori.

La protesta contro il caro carburanti: “Cittadini allo stremo”

Conte descrive una situazione economica sempre più difficile per diverse categorie produttive, alle prese con rincari che rendono complicato sostenere le spese quotidiane e mandare avanti le attività. “Ci sono troppi cittadini allo stremo per i rincari, si moltiplicano le proteste. Al Sud, nell’indifferenza di molti media, si alza il grido di allarme di agricoltori, autotrasportatori, pescatori, operai dalla Puglia alla Calabria e alla Sicilia. Lavorano in condizioni insostenibili”, scrive il leader pentastellato. Nel suo intervento, Conte contesta anche l’atteggiamento dell’esecutivo di fronte alle difficoltà denunciate dalle categorie coinvolte. “Meloni non può continuare a scappare dai problemi o a presentarsi a mani vuote come ieri in Parlamento”, afferma.

Conte contro le spese per difesa e riarmo

L’esponente del M5S concentra una parte delle sue critiche sulle scelte di spesa pubblica, sostenendo che le risorse disponibili dovrebbero essere impiegate per alleviare le difficoltà di cittadini e imprese. “Dobbiamo rassegnarci ai ‘nuvoloni’ annunciati dal ministro dell’Economia? No, grazie”, dichiara Conte, contestando quella che considera una disparità tra le difficoltà affrontate da lavoratori e famiglie e i profitti registrati da alcuni grandi operatori economici. “Perché qui c’è chi è al sole mentre tanti soffrono: i colossi energetici, le lobby delle armi che festeggiano enormi profitti fra rincari e riarmo”, aggiunge. Da qui la proposta politica del leader del Movimento 5 Stelle: “Prendiamo le risorse dove ci sono e diamo sollievo a chi non ne può più anziché mettere 14 miliardi di spese extra su armi e difesa”.

L’attacco al Governo: “Il tempo della propaganda è finito”

Conte conclude chiedendo all’esecutivo di passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti per affrontare le ricadute economiche dei rincari. “La politica deve offrire soluzioni: il tempo della propaganda a reti unificate è finito. La realtà bussa alla porta”, afferma il leader del M5S. Le dichiarazioni si inseriscono nel dibattito politico sulle conseguenze del caro carburanti e sulle misure da adottare a sostegno dei settori produttivi. Nel suo messaggio, Conte richiama in particolare la situazione del Mezzogiorno, dove le proteste di autotrasportatori, agricoltori e altre categorie hanno riportato al centro dell’attenzione il peso dei costi energetici sulle attività economiche.

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