Matteo Renzi prova a sparigliare le carte dal palco della Leopolda e lancia un appello direttamente ai centristi e ai riformisti di Forza Italia: lasciate il partito e venite con noi. Ma la risposta dal centrodestra non tarda ad arrivare. Ed è Roberto Occhiuto a ribaltare completamente l’offerta: dovrebbe essere Renzi, insieme a Maria Elena Boschi, Carlo Calenda e Luigi Marattin, a scegliere il centrodestra.
È il nuovo duello sul centro della politica italiana, mentre l’ex premier lavora contemporaneamente alla costruzione dell’alleanza di centrosinistra e detta le sue condizioni a Giuseppe Conte per arrivare uniti alle prossime sfide elettorali.
Renzi ai riformisti di Forza Italia: “Lasciate il partito e venite con noi”
Dal palco della Leopolda, Renzi si rivolge senza giri di parole ai moderati del centrodestra: “Il mio grande appello va ai riformisti, in particolare di Forza Italia: lasciate il partito e venite con noi, non potete stare con chi nega l’Europa”.
Il leader di Italia Viva assicura che “le porte sono aperte” e si dice convinto che qualche segnale possa arrivare a breve.
Renzi rivendica anche il futuro politico del suo partito: “Italia Viva ci sarà nella prossima legislatura e saremo determinanti per l’elezione del Quirinale e per il prossimo semestre italiano di presidenza europea”.
Allo stesso tempo esclude di voler ottenere posti garantiti dagli alleati: “Non chiediamo a M5s o Avs di portarci in Parlamento se noi non prendiamo i voti e io non sarò nel premio di maggioranza con il posto sicuro”.
Le tre “garanzie” chieste a Conte
Ma l’altra partita aperta da Renzi riguarda il campo largo e soprattutto il rapporto con Giuseppe Conte. L’ex premier indica tre garanzie che considera decisive: “Mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri” e nessuno schieramento dalla parte di Donald Trump.
Renzi prova però anche ad abbassare i toni nei confronti del leader del Movimento 5 Stelle: “Le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace”.
Più problematica, secondo il leader di Italia Viva, l’ipotesi che sia Elly Schlein a fare da garante dell’intesa: “È la persona meno adatta a fare la garante per me. Un programma serio, un contratto alla tedesca fa la garanzia”.
E sulle primarie avverte: “Se si accetta la logica delle primarie, si va fino in fondo con la logica delle primarie”.
“Se il centrosinistra è unito, stavolta vinciamo noi”
Per Renzi il punto politico resta uno: evitare le divisioni che hanno favorito il centrodestra. “L’altra volta Meloni ha vinto perché il centrosinistra era diviso in tre: se siamo uniti stavolta vinciamo noi”, sostiene.
La posta in gioco, secondo l’ex presidente del Consiglio, è “mandare a casa Giorgia Meloni”, perché “l’unica salvezza del centrodestra è che il centrosinistra si divida”.
Renzi vede la premier davanti a un bivio: “O lei va al Quirinale o lei va a casa”. E indica un’altra condizione per la futura alleanza: portare al Colle “una persona che non sia né sovranista né populista, ma europeista”.
Bonaccini: “È il momento del programma”
L’appello all’unità arriva anche dal presidente del Pd Stefano Bonaccini, intervenuto alla Leopolda prima delle conclusioni di Renzi.
“A chi si sente equidistante, io chiedo: pensi che io valgo Vannacci ed Elly Schlein vale Meloni?”, afferma Bonaccini, chiedendo alle forze del centrosinistra di superare le differenze per costruire un’alternativa.
Il presidente dem mette però momentaneamente da parte il tema della leadership: “Adesso sarebbe bene smettere di parlare di primarie per qualche settimana, è il tempo del programma”. Prima, sostiene, bisogna costruire un’intesa e firmarla con un “patto di sangue”. Solo successivamente si potrà decidere come scegliere il candidato alla guida della coalizione.
Occhiuto ribalta l’offerta: “Renzi, Boschi, Calenda e Marattin li vorrei nel centrodestra”
La risposta all’appello di Renzi arriva però da Roberto Occhiuto. Il governatore della Calabria rovescia completamente il ragionamento del leader di Italia Viva: “Renzi, Boschi, Calenda e Marattin li vorrei nel centrodestra”.
Occhiuto dice di avere stima per Renzi, ma considera sbagliata la sua lettura dello scenario politico. A suo giudizio, il centrodestra guidato da Giorgia Meloni “non ha nulla a che vedere con il sovranismo”, ma rappresenta una coalizione moderna, europeista e atlantica.
Da qui la domanda rivolta direttamente all’ex premier: “Che mai dovrebbero farci riformisti e liberali in una coalizione a guida Schlein e Conte?”.
“Che cosa ci fai lì dentro?”
L’attacco di Occhiuto al campo largo è netto. Il governatore vede una sinistra che mette in discussione il sostegno all’Ucraina, parla di nuove tasse e patrimoniali, sostiene politiche assistenzialiste e stataliste e assume, a suo giudizio, posizioni ambigue su Israele e troppo critiche verso gli Stati Uniti.
“Non mi pare esattamente il terreno naturale per chi si definisce liberale, riformista ed europeista”, osserva.
Poi si rivolge direttamente a Renzi: “Forse dovresti essere tu a chiederti che cosa ci fai lì dentro”.
Se Renzi è ancora quello della “rottamazione, del riformismo e della vocazione maggioritaria”, sostiene Occhiuto, dovrebbe rendersi conto che nel campo largo rischia di diventare “minoranza tra le minoranze”.
Occhiuto: “Il centrodestra deve essere sempre più liberale e riformista”
Per il governatore calabrese è invece nel centrodestra che personalità come Renzi, Boschi, Calenda e Marattin potrebbero trovare spazio per portare avanti le proprie idee: meno tasse, più libertà, più diritti civili e maggiore attenzione alle imprese e ai giovani.
“Il nostro compito è rendere il centrodestra sempre più moderno, liberale, riformista ed europeista”, afferma Occhiuto, indicando una strada fondata su meno sussidi e maggiori opportunità per cittadini e imprese.
La linea non trova però tutti d’accordo dentro Forza Italia. Fulvio Martusciello frena sull’ipotesi di nuovi ingressi sostenendo che “un centrodestra credibile non applica la logica del calciomercato”. Ancora più duro Maurizio Gasparri, che liquida Renzi definendolo “il re dei falliti”.
La sfida per conquistare il centro è dunque appena cominciata. Renzi chiama i riformisti di Forza Italia nel campo del centrosinistra, Occhiuto risponde invitando lui e gli altri moderati a compiere il percorso opposto. E quello spazio politico che tutti cercano di conquistare rischia di diventare uno dei terreni decisivi della prossima sfida elettorale.













