“Ho stima per Matteo Renzi, ma sbaglia completamente l’analisi dell’attuale scenario politico. Il centrodestra di governo di questi anni, guidato da Giorgia Meloni, non ha nulla a che vedere con il sovranismo. È una coalizione moderna, che ha una chiara collocazione europeista e atlantica, che ha tenuto i conti pubblici in ordine e che ha saputo ritagliare per l’Italia un ruolo internazionale di primissimo piano. Per questo, ascoltando l’appello del leader di Italia Viva ai riformisti di Forza Italia, mi verrebbe da ribaltare la domanda: che mai dovrebbero farci riformisti e liberali in una coalizione a guida Schlein e Conte?”. E’ quanto afferma Roberto Occhiuto, governatore della Calabria e vice segretario di Forza Italia.
“Cosa fai lì dentro?”
“Perché guardando alla realtà del cosiddetto campo largo, vedo una sinistra radicale che mette in discussione il sostegno all’Ucraina, che parla di nuove tasse e patrimoniali, che promuove assistenzialismo e statalismo, che assume posizioni quanto meno ambigue su Israele e che troppo spesso sembra avere come principale bersaglio politico gli Stati Uniti. Non mi pare esattamente il terreno naturale per chi si definisce liberale, riformista ed europeista”, sottolinea.“E allora, caro Renzi, forse dovresti essere tu a chiederti che cosa ci fai lì dentro. Se sei ancora il Renzi che anni fa provò a cambiare profondamente il Partito democratico, quello della rottamazione, del riformismo e della vocazione maggioritaria, dovresti spiegare ai tuoi interlocutori che in quel campo rischiate di essere minoranza tra le minoranze, non certo protagonisti di una stagione riformista – sottolinea -. Io, al contrario, esponenti come Renzi, come la Boschi, come Calenda, come Marattin, li vorrei nel centrodestra, dentro la nostra coalizione, perché è qui che possono trovare spazio e forza le idee in cui hanno creduto: meno tasse, più libertà, più diritti civili, più attenzione alle imprese, ai giovani e a chi vuole costruire e intraprendere”.
“La sfida che abbiamo davanti”
“Il nostro compito è rendere il centrodestra sempre più moderno, liberale, riformista ed europeista, facendo in modo che questi temi possano trovare sempre più spazio. Non abbiamo bisogno di tornare indietro, ma di avere il coraggio di guardare avanti: meno sussidi a pioggia e più opportunità; meno Stato che distribuisce risorse e più Stato che crea le condizioni perché persone e imprese possano crescere. Questa è la sfida che abbiamo davanti. E credo che molti riformisti, anche quelli che oggi militano dall’altra parte, sappiano perfettamente da quale parte sia più naturale affrontarla”, conclude Occhiuto.













