Oggi pomeriggio Sacal ri-cambia pelle manageriale. Come preannunciato la scorsa settimana, a meno di scuotimenti tellurici dell’ultimo minuto, il manager Luciano Vigna sarà il presidente del consiglio di amministrazione (a tre) che uscirà dopo la celebrazione dell’assemblea dei soci, probabilmente già in prima convocazione, dalle 16.30 in poi.
Si chiude l’era Franchini
Si chiude così ufficialmente l’era Marco Franchini, accasatosi nella giunta reggina con fior di deleghe amministrative, anche perché, crediamo, non disposto – da manager puro e decisionista quale è sempre stato – a negoziare ogni step amministrativo con due, tre cristiani sempre alle calcagna. Dunque, Sacal passa da una gestione monocratica, basata sui poteri penetranti della figura dell’amministratore unico, al governo partecipato e, in teoria, plurale. In teoria, appunto.
Le coliche degli alleati
A fronte infatti delle idee chiare sui criteri di scelta dei componenti del nuovo cda, permangono i dubbi e, soprattutto, le coliche di alcuni qualificati partner della maggioranza (Fratelli D’Italia e Lega). Sì, perché, nei fatti si va verso un nuovo monocolore azzurro nel board della società di gestione degli aeroporti calabresi.
Il nuovo Cda
Radio Airport assicura che Vigna sarà infatti coadiuvato nel nascente Cda da una rappresentante molto vicina politicamente all’attuale Sindaco di Reggio Calabria, Cannizzaro, e da una figura indicata dal sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone. Rammentiamo che inizialmente doveva essere proprio lui, il primo cittadino del municipio della Piana, a sedersi nella cabina di pilotaggio, poi però ha optato per una personalità di sua stretta osservanza.
Fratelli d’Italia resta fuori
Se saranno confermati questi equilibri, Fratelli d’Italia sarà dunque fuori (anche) dal governo di uno dei principali asset regionali. Un dato politico destinato a creare qualche crepa nella maggioranza monolitica a sostegno del Presidente Occhiuto. A meno che non vi saranno ricche compensazioni e cotillon nei quartieri generali di altre fondamentali articolazioni del sottogoverno calabrese, vedi Arssai e Aterp, con quest’ultima che, specie, nel popoloso comprensorio lametino, sta scontentando un bel po’ di amministratori anche di centrodestra: “Non capiamo perché la Cittadella non affronti il caso“, si chiedono inviperiti alcuni sindaci di area, che lamentano mancanza di concertazione sul caso Scordovillo.











