× Sponsor
16 Febbraio 2026
8 C
Calabria
spot_img

Riforma della Giustizia, Gratteri sfida il potere: “Scusarmi di cosa? La mia è libertà di pensiero”

Il Procuratore capo di Napoli respinge le accuse del centrodestra e conferma l'impegno referendario. Uno scontro frontale che mette al centro l'indipendenza della magistratura e l'equilibrio tra i poteri dello Stato.

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

La tensione tra politica e magistratura raggiunge un nuovo picco. “Vogliono continuare a strumentalizzare ancora per settimane le mie parole? Facciano pure. Penso che in tanti abbiano capito”. Nicola Gratteri, Procuratore capo di Napoli, in un’intervista a Repubblica, blinda la propria posizione dopo i feroci attacchi ricevuti dalla maggioranza.

Il casus belli nasce dalle definizioni pesanti piovute dal governo: un ministro ha evocato l’ombra di un sistema “para-mafioso” all’interno del Csm. Gratteri non usa diplomazia: “Per me queste parole non si commentano per nulla. O si commentano da sole. In ogni modo, sono inaccettabili”.

L’accusa di decontestualizzazione

Il magistrato smonta la narrazione della polemica, parlando di una strategia comunicativa volta a colpire il singolo per evitare il merito della questione. “Io ho chiarito subito e ho specificato il contesto: si trattava di un frammento estrapolato, di pochi secondi, da un dialogo molto più ampio” spiega Gratteri. Quel ragionamento, originariamente inserito nel perimetro del contrasto alle “zone grigie” e alla criminalità organizzata, è stato trasformato in un’arma politica. “Chi ha seguito tutto non credo sia stato colto da dubbi”.

Nonostante i chiarimenti, il vicepremier Matteo Salvini e vari esponenti del centrodestra invocano scuse formali. La replica di Gratteri è tranchant: “Ma scusare di cosa?”. Il Procuratore rivendica il diritto di critica in uno Stato di diritto: “In un Paese democratico, dove c’è libertà di pensiero, ho espresso un’opinione. Ho detto che voteranno sì certamente le persone a cui il sistema, voluto dalla riforma, conviene. Non ho mai detto, come vogliono far credere, che chi vota sì sia appartenente a centri di potere o non sia una persona perbene”.

La battaglia referendaria, nessun passo indietro

Nessun passo indietro sulla mobilitazione civile. Alla domanda sulla continuità della sua campagna per il “No” al referendum, la risposta è un manifesto di resilienza: “Sì, fino all’ultimo giorno. Con le mie forze, dicendo no a tanti inviti, andando anche da solo”. Gratteri si dice pronto a metterci “la faccia e le idee”, smontando punto per punto una riforma che considera pericolosa.

L’allarme finale riguarda la tenuta democratica. La riforma, secondo il magistrato, non è un tecnicismo per giuristi ma un terremoto che scuoterà le fondamenta della società. “Inciderà nella vita dei cittadini e del Paese? Assolutamente sì. Cambierà il rapporto di equilibrio tra i poteri”.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE