Da una parte la Calabria raccontata da Roberto Occhiuto, quella dei video sui social, degli aeroporti in crescita e dei collegamenti internazionali esibiti come la prova di una regione finalmente decollata. Dall’altra quella raccontata da Ernesto Alecci che resta a terra, stenta a decollare, con i conti da verificare, i voli acquistati “vuoto per pieno”, i lavoratori finanziati con risorse pubbliche, i parcheggi dell’aeroporto di Lamezia Terme affidati a condizioni sulle quali Sacal dovrebbe fornire risposte. È su questa distanza tra comunicazione e realtà che il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale costruisce il suo intervento nella sede del Pd di Vibo Valentia. Al suo fianco ci sono gli ex consiglieri regionali Raffaele Mammoliti e Antonio Lo Schiavo. Non una semplice rimpatriata della precedente legislatura, ma il tentativo di rimettere insieme esperienze, proposte e rappresentanza politica in un territorio che oggi si sente più debole.
Il piano Ryanair: “La Calabria compra i voli vuoto per pieno”
Alecci sottolinea il rapporto tra la Regione e Ryanair, diventato uno dei simboli della politica turistica e aeroportuale di Occhiuto. “La Calabria trasferisce a Ryanair una montagna di milioni di euro perché Ryanair fa l’agenzia di promozione. Ma credo che le agenzie di promozione siano altre rispetto a Ryanair. Ognuno deve fare il proprio mestiere. Non è che mettendo il nome della Calabria su qualche volantino o su qualche rivista a bordo il turismo possa aumentare così tanto”. Il capogruppo dem contesta soprattutto il meccanismo scelto per garantire i collegamenti internazionali: “La Calabria sta acquistando vuoto per pieno dei collegamenti con tante destinazioni europee. Tolta qualche destinazione molto interessante, bisogna capire quante di queste rotte portino più calabresi a visitare quelle mete che stranieri a venire in Calabria”.
Il consigliere regionale annuncia di avere già chiesto l’accesso agli atti: “Voglio capire, negli sbarchi e nei passaggi, quanti siano i calabresi e quanti gli stranieri. Noi abbiamo dei voli Ryanair che ogni tanto viaggiano quasi scarichi, però continuiamo a pagare”. Non è una bocciatura della compagnia irlandese. Alecci lo precisa più volte: “Ryanair è molto utile, ma deve esserci un rapporto paritario, che possa portare benefici alla Regione Calabria e profitto a un’impresa privata”. Il rischio indicato dal capogruppo del Pd è che la Calabria finisca in una condizione di dipendenza dalla compagnia. Per spiegarlo richiama quanto sarebbe già accaduto a Bergamo, dove alla scadenza di un contratto promozionale il taglio di alcuni voli avrebbe innescato pressioni economiche e occupazionali, fino a portare a un accordo più oneroso. “Ci stiamo infilando il cappio al collo nascondendolo da cravatta. Una bella cravatta elegante che tra qualche anno diventerà un cappio. Queste cose le dobbiamo dire”.
“Forza lavoro pagata dai calabresi”
Nel mirino finisce anche il sostegno regionale alle assunzioni legate agli investimenti della compagnia aerea. Secondo la ricostruzione fornita durante la conferenza stampa, circa cento operatori destinati agli hangar in costruzione a Lamezia sarebbero stati mandati a formarsi e lavorare a Orio al Serio, in attesa del completamento delle strutture calabresi. “Stiamo pagando come Regione Calabria parte degli stipendi di questi lavoratori”, afferma Alecci. “Gli hangar non sono pronti e questi dipendenti di Ryanair stanno lavorando a Orio al Serio anche su tratte che non interessano la Calabria. Stiamo dando forza lavoro pagata dai calabresi per le connessioni aeree di Ryanair in tutta Europa”. Anche in questo caso il capogruppo dem non contesta il sostegno all’occupazione, ma chiede che il vantaggio per il territorio sia reale e misurabile: “Se Ryanair vuole investire, è legittimo darle una mano ad assumere. Ma quelle risorse devono produrre lavoro e sviluppo in Calabria”.
I parcheggi di Lamezia e i conti contestati a Sacal
Poi Alecci apre il dossier più spinoso: la gestione dei parcheggi dell’aeroporto di Lamezia Terme. Il consigliere dice di avere studiato le carte e mette in fila cifre sulle quali chiede una risposta formale a Sacal. “I parcheggi dell’aeroporto di Lamezia cubano circa tre milioni di euro all’anno. Ci sono due operatori, con un costo di circa 65-70mila euro, e poi il sistema automatizzato, le sbarre e la manutenzione. Anche ipotizzando 300mila euro di spese, restano circa 2,6 o 2,7 milioni”.
Secondo Alecci, a fronte di questi numeri la gestione sarebbe stata affidata, dopo una gara svolta in estate e con un solo partecipante, per un milione e mezzo di euro all’anno, accompagnato dall’impegno a investire sei milioni nell’arco di vent’anni. “Sei milioni in vent’anni significano 300mila euro all’anno. Quindi il gestore paga un milione e mezzo più 300mila euro di investimenti: un milione e otto. Noi stiamo dando un’attività che frutta, al netto delle spese, 2,7 milioni a un soggetto che la pagherà 1,8 milioni e che, stando fermo, guadagnerà 900mila euro all’anno”. È la ricostruzione politica e contabile del capogruppo del Pd, che ora pretende la documentazione amministrativa alla base dell’operazione. “Sono passati più di due mesi dalla mia interrogazione, nonostante il regolamento del Consiglio regionale preveda una risposta entro venti giorni”.
Tariffe raddoppiate e accessi a pagamento
Alecci sostiene che il valore economico della gestione sarebbe ulteriormente cresciuto dopo l’affidamento, a causa dell’aumento delle tariffe e del nuovo sistema di regolazione degli accessi. “Chi subentra aumenta le tariffe: se prima costava un euro stare un’ora, ora ne costa due. Attiva le sbarre e i verbali per chi esce oltre i venti minuti. Quindi alla base della gara non ci sono più soltanto i tre milioni di euro, ma bisogna aggiungere l’aumento delle tariffe e questo sistema di addebiti per chi entra e non esce entro venti minuti”. Il capogruppo riferisce anche le proteste ricevute dagli operatori: “Alcune società di autonoleggio mi dicono di avere accumulato addebiti per 50-60mila euro in tre o quattro mesi, perché devono entrare e uscire continuamente”. Da qui la richiesta diretta ai vertici della società aeroportuale: “Sacal mi deve spiegare qual è il verbale di approvazione del consiglio di amministrazione, chi ha votato per questa porcheria e quali calcoli, dal punto di vista finanziario, siano stati fatti per affidare il parcheggio”.
Mammoliti: “Non disperdiamo le leggi della scorsa legislatura”
Prima di Alecci era stato Raffaele Mammoliti a spiegare la ragione politica dell’iniziativa. L’obiettivo è recuperare il lavoro svolto nella precedente legislatura regionale, evitando che proposte già elaborate e discusse vadano definitivamente perdute. “Abbiamo portato avanti attività legislative importanti nella dodicesima legislatura. Quando una proposta non arriva al voto finale e la legislatura si conclude, quella legge decade. Per riprendere quell’attività bisogna presentarla nuovamente”.
Mammoliti indica alcuni dei provvedimenti da recuperare: la rappresentanza delle province più piccole in Consiglio regionale, il voto disgiunto, l’assunzione di duemila operatori tecnici per la prevenzione degli incendi e la tutela del territorio, la valutazione dei manager sanitari sulla base dell’abbattimento delle liste d’attesa e della riduzione della mobilità passiva. “Ci sono proposte che sono ancora attuali e che, alla luce del nuovo contesto, potrebbero essere ripresentate e valutate insieme attraverso un’iniziativa comune”.
Il riferimento è anche alle grandi vertenze vibonesi, dalla delocalizzazione dei depositi costieri al servizio idrico. “Vogliamo aprire un confronto stringente e una collaborazione più produttiva, riprendendo le attività legislative che possono contribuire realmente a migliorare le condizioni di vita dei cittadini”.
Lo Schiavo: “Il Vibonese è scomparso dai radar”
Antonio Lo Schiavo mette invece al centro il vuoto di rappresentanza lasciato dal risultato delle ultime elezioni regionali. “Questo territorio ha un vuoto di rappresentanza. In questa legislatura il Vibonese è scomparso dai radar del dibattito politico e delle vertenze regionali”. Per l’ex consigliere regionale, la risposta non può essere la chiusura nei confini provinciali. Serve una squadra capace di tenere insieme Vibo, Catanzaro e Crotone, affidando ad Alecci anche le battaglie rimaste senza una voce nell’assemblea regionale. “Non bisogna fare questioni di cortile o di campanile. Oggi abbiamo in Consiglio regionale un riferimento che è anche il capogruppo del Partito democratico. Possiamo consegnargli con forza alcune battaglie del territorio”.
Lo Schiavo invita Alecci a interpretare il proprio mandato come quello di un consigliere dell’intera area centrale: “Puoi essere il consigliere regionale dell’area vasta centrale della Calabria e rappresentare nella stessa maniera i problemi di Catanzaro, Crotone e Vibo”. Il messaggio è tutto qui: recuperare il patrimonio politico e legislativo della passata consiliatura, superare le divisioni e dare più forza a un territorio centrale che rischia di restare ai margini. “Abbiamo bisogno di un contributo di idee insieme ai partiti organizzati, alla società civile e ai movimenti”, conclude Lo Schiavo. “Dobbiamo alzare l’asticella e parlare del futuro di questa città e dell’intero territorio”.











