24 Luglio 2026
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Cosenza, figlio muore durante perquisizione: la madre tenta di lanciarsi dal balcone. Soccorsa dal 118

La donna, sconvolta dalla morte del figlio 25enne, è stata soccorsa dal 118 e trasferita all'ospedale Annunziata. I collettivi annunciano un presidio: "Pretendiamo verità e giustizia"

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Sono ore di profondo dolore a Cosenza dopo la morte di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne di origini tunisine e cittadino italiano che si è tolto la vita lanciandosi dal terzo piano della propria abitazione durante una perquisizione dei carabinieri.
Nelle ore successive alla tragedia, la madre del giovane è stata colta da un grave malore e ha minacciato di togliersi la vita, rendendo necessario l’intervento dei sanitari.

La madre soccorsa dal 118 e trasferita in ospedale

Secondo quanto ricostruito, la donna, sopraffatta dal dolore per la perdita del figlio, è stata colta da una violenta crisi d’ansia e avrebbe minacciato di lanciarsi dal balcone dello stesso appartamento di via dei Mille da cui il giovane si era gettato.
A dare l’allarme sono stati i familiari presenti nell’abitazione, che hanno immediatamente richiesto l’intervento del 118. Sul posto è arrivata un’ambulanza e la donna è stata presa in carico dagli operatori del Centro di salute mentale, che le hanno prestato le prime cure prima di disporne il trasferimento al Pronto soccorso dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza, dove è rimasta sotto osservazione per gli accertamenti clinici.

I collettivi: “Mohamed meritava ascolto, supporto e protezione”

Sulla vicenda è intervenuto il collettivo La Base Cosenza, che ha espresso vicinanza alla famiglia chiedendo un completo accertamento dei fatti.
Un’altra vita spezzata, un’altra tragedia che lascia sconvolti e pieni di rabbia. Mohamed Amin Bessioud aveva 25 anni e una fragilità psicologica profonda, già nota e documentata“, si legge nella nota diffusa dal collettivo.
Secondo gli attivisti, “è inconcepibile che un ragazzo così vulnerabile sia finito al centro di un intervento drammatico, culminato nel più tragico dei gesti davanti a chi doveva tutelarlo“.
Il comunicato richiama anche le dichiarazioni rese dalla famiglia. “Le denunce della famiglia tratteggiano un quadro agghiacciante: isolamento, minacce e il dolore di una madre a cui è stato persino impedito di soccorrere il figlio. Non si può morire così, abbandonati dal sistema sociale prima e schiacciati dalla paura poi“.
Infine la richiesta rivolta alle autorità: “Pretendiamo che sia fatta immediata e totale chiarezza su quanto accaduto e su ogni responsabilità. Mohamed meritava ascolto, supporto e protezione, non un epilogo simile. Per lui e per la sua famiglia pretendiamo giustizia“.

Lunedì una manifestazione in via dei Mille

Per chiedere “verità e giustizia” sulla morte del giovane, il collettivo ha annunciato una manifestazione di protesta in programma lunedì 27 luglio alle 18.30. Il corteo partirà da via dei Mille, sotto l’abitazione dove si è consumata la tragedia.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti della magistratura e delle forze dell’ordine per ricostruire con precisione quanto accaduto durante la perquisizione e chiarire ogni aspetto della vicenda.

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