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30 Maggio 2026
30 Maggio 2026
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San Giovanni in Fiore, fronte comune contro Ambrogio: Candalise e Belcastro scelgono Barile per il ballottaggio

Il centrosinistra progressista e il Comitato 18 Gennaio convergono sull’ex sindaco. Resta da definire l’eventuale apparentamento tra le liste. Incognita anatra zoppa

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Tutti contro Ambrogio. Il fronte alternativo al centrodestra prova a compattarsi in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno. Nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina nella sede del comitato “Pro Barile Sindaco” di via Roma, Luigi Candalise e Giuseppe Belcastro hanno ufficializzato il sostegno ad Antonio Barile nella sfida che lo vedrà opposto a Marco Ambrogio.  L’intesa politica è stata raggiunta. Restano invece da definire gli aspetti tecnici e politici di un eventuale apparentamento ufficiale tra le liste.

Il peso del voto disgiunto

Dal primo turno è emerso un dato che continua ad alimentare il dibattito politico cittadino. Marco Ambrogio ha chiuso in testa con il 45,24% dei consensi, sfiorando l’elezione diretta ma senza raggiungere la soglia necessaria per evitare il ballottaggio. Antonio Barile si è fermato al 26,22%, mentre Luigi Candalise ha ottenuto il 21,07% e Giuseppe Belcastro circa il 7%.  A incidere è stato soprattutto il voto disgiunto. Le dieci liste che sostenevano Ambrogio hanno raccolto oltre 1.400 voti in più rispetto al candidato sindaco. Un segnale politico che molti osservatori leggono come una differenza di consenso tra la coalizione e il suo candidato. 

Una sfida che va oltre il Comune

La tornata elettorale è arrivata con un anno di anticipo dopo l’elezione della sindaca uscente Rosaria Succurro al Consiglio regionale. A raccoglierne l’eredità politica è stato il marito Marco Ambrogio, già assessore nella precedente amministrazione. Un elemento che ha contribuito a caratterizzare la campagna elettorale e che, secondo diverse letture politiche, potrebbe aver avuto un peso anche nella dinamica del voto disgiunto.

Il fronte che sostiene Barile

L’accordo annunciato questa mattina mette insieme percorsi politici differenti. Candalise rappresenta l’area della sinistra progressista, Belcastro quella civica, mentre Barile arriva da una storia politica che in passato lo ha visto vicino al centrodestra. L’obiettivo condiviso è tentare di ribaltare l’esito del primo turno e costruire un’alternativa all’attuale blocco politico che governa la città.

L’incognita Consiglio comunale

Anche in caso di vittoria di Barile, la partita amministrativa resterebbe complessa. Le liste collegate ad Ambrogio hanno infatti raccolto circa il 60% dei voti di lista, uno scenario che potrebbe aprire la strada alla cosiddetta “anatra zoppa”, con un sindaco sostenuto da una maggioranza politica diversa rispetto a quella presente in Consiglio comunale.

Verso il ballottaggio

Sulla carta la somma dei voti ottenuti da Barile, Candalise e Belcastro supera quella di Ambrogio. Ma il secondo turno segue spesso logiche diverse rispetto al primo e non esiste un trasferimento automatico dei consensi.
Molto dipenderà dalla capacità dei candidati esclusi di mobilitare il proprio elettorato e dall’affluenza che si registrerà il 7 e 8 giugno. Quello di San Giovanni in Fiore resta uno dei ballottaggi più osservati delle amministrative calabresi del 2026. Ambrogio parte dal vantaggio costruito al primo turno. Barile punta invece sull’unità del fronte che si è formato attorno alla sua candidatura. Saranno gli elettori a decidere quale delle due strategie risulterà vincente.

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