Mentre le liste d’attesa soffocano la sanità calabrese e la carenza di mezzi di soccorso resta un’emergenza cronica, un insolito stallo logistico solleva dure polemiche nella provincia di Cosenza. Decine di automezzi aziendali dell’ASP, segnalati come fermi o mai entrati in funzione, giacciono a Montalto Uffugo. Un paradosso che ha spinto Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, a pretendere chiarimenti formali dai vertici della Cittadella.
L’affondo della consigliera
La notizia, rimbalzata sugli organi di stampa, ha acceso i riflettori su una gestione delle risorse che appare, al momento, priva di logica operativa. La Scutellà non usa mezzi termini per descrivere lo sconcerto della comunità davanti a quello che appare come uno spreco di asset sanitari essenziali.
“Questa situazione – dichiara Scutellà – solleva legittimi interrogativi da parte della comunità sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’efficienza dei servizi sanitari sul territorio. I cittadini hanno il diritto di sapere se i mezzi acquistati con fondi pubblici siano effettivamente utilizzati per garantire servizi adeguati e tempestivi”.
L’interrogazione ufficiale
Per scardinare il silenzio aziendale, la consigliera ha depositato un’interrogazione ufficiale indirizzata al Presidente della Giunta e Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto. L’obiettivo è duplice: mappare l’investimento economico e comprendere i motivi tecnici o amministrativi che tengono i motori spenti.
“È indispensabile verificare e conoscere quali risorse pubbliche siano state investite per l’acquisto dei mezzi e con quali finalità specifiche, per garantire trasparenza, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico”.
La tutela dei servizi
L’iniziativa punta a smascherare eventuali negligenze nella filiera del controllo delle risorse pubbliche. In una regione dove ogni minuto è prezioso per il diritto alla salute, l’immagine di un parco auto inutilizzato rappresenta un insulto all’utenza. Scutellà intende assicurare che ogni euro investito si traduca in servizi reali, garantendo che la macchina sanitaria calabrese funzioni finalmente in modo efficiente e trasparente.









