Un presidio pubblico si è svolto questa mattina davanti ai reparti del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria per denunciare le gravi criticità del sistema sanitario regionale calabrese. Promossa da Alleanza Verdi Sinistra (Avs), l’iniziativa ha visto la partecipazione di cittadini, simpatizzanti e rappresentanti locali, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle cure e sulla carenza di personale.
Al centro della protesta le conseguenze del piano di rientro sanitario e la proroga di misure tampone “che non risolvono i problemi strutturali” della sanità calabrese.
Il presidio e il messaggio degli organizzatori
“Il diritto alla salute, in Calabria, è praticamente cancellato”, ha dichiarato il co-portavoce regionale di Avs, Fernando Pignataro, nel corso del presidio davanti al Gom, evidenziando la gravità della situazione. Secondo Pignataro, la misura tampone che consente la proroga per medici in pensione copre solo “l’ennesima falla” senza affrontare le carenze profonde del sistema.
“Finché sarà in vigore il piano di rientro non ci saranno le condizioni per assumere e per intervenire in modo pesante su una situazione che sta diventando drammatica”, ha aggiunto, sottolineando come la protesta sia parte di una mobilitazione regionale che coinvolge altri presidi ospedalieri della Calabria.
Nel volantino distribuito agli ingressi degli ospedali, gli organizzatori hanno affermato che “la Calabria è diventata un laboratorio di disuguaglianza” e hanno chiesto un cambiamento radicale delle politiche sanitarie.
Critiche al piano di rientro e alla governance sanitaria
Per Alleanza Verdi Sinistra la proroga di misure temporanee non è sufficiente: a essere al centro delle critiche è il piano di rientro che, secondo i manifestanti, impedisce investimenti strutturali e impedisce l’assunzione di personale necessario nei reparti.
“Serve decretare lo stato di emergenza sanitaria. Superare il commissariamento senza affrontare la situazione debitoria della Calabria non risolve nulla”, ha spiegato Pignataro, esprimendo dubbi sulla reale volontà politica di affrontare la crisi.








