9 Settembre 2026
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Scopelliti dice no a Vannacci e lancia la sfida: “Reggio Calabria non è la Sassonia, il generale non passerà”

L’ex sindaco e presidente della Regione, intervistato dal quotidiano Libero, conferma il sostegno a Fabio Roscioli: "Sono stato sondato da Futuro Nazionale, ma ho rifiutato. Sto con Giorgia Meloni"

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Reggio Calabria non sarà la Sassonia di Roberto Vannacci. A sostenerlo è Giuseppe Scopelliti, ex sindaco della città ed ex presidente della Regione Calabria, che in un’intervista pubblicata dal quotidiano Libero prende posizione sulla sfida elettorale per il seggio parlamentare lasciato libero da Francesco Cannizzaro. La scelta di Scopelliti è netta: sostegno a Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, e nessun appoggio a Domenico Giannetta, il reggino schierato da Futuro Nazionale. “Reggio Calabria non è la Sassonia. Il generale non passerà”, afferma l’ex governatore.

“I reggini distinguono il populismo dal buon governo”

Scopelliti non nega la tradizione politica conservatrice della città, ma sostiene che la destra reggina sia più vicina a Fratelli d’Italia che al movimento fondato da Vannacci. “È una destra più vicina a Fratelli d’Italia e al mio mondo. Una destra autentica, che ha fatto conoscere a questa città cos’è il buon governo. I reggini sanno scindere il populismo dalla capacità di amministrare”. Nel confronto tra Roscioli e Giannetta, l’ex sindaco non lascia spazio a interpretazioni: “Io voterò e farò votare Roscioli e non vivo la sua candidatura come un’imposizione dall’alto”. Scopelliti difende anche la decisione di Cannizzaro: “La scelta del suo sostituto in Parlamento spettava al nuovo sindaco, Ciccio Cannizzaro, che lascia libero il seggio. Penso sia stato intelligente da parte sua prendersi tempo in vista delle Politiche dell’anno prossimo, per far crescere la classe dirigente locale”. Su Domenico Giannetta, invece, il giudizio personale resta positivo, ma quello politico è decisamente più severo: “È un bravo medico. Come altri, è andato in Futuro Nazionale perché non trovava spazio nel centrodestra, come un po’ tutti gli acquisti del generale”.

Scopelliti conferma: “Vannacci mi ha cercato, ma ho rifiutato”

Prima di puntare su Giannetta, Futuro Nazionale avrebbe sondato proprio Scopelliti come possibile candidato. L’ex presidente della Regione conferma il contatto e spiega le ragioni del suo rifiuto: “È vero, sono stato sondato. Ho rifiutato. Sto con il premier, che ha dato centralità e autorevolezza all’Italia. Lei rappresenta la naturale evoluzione della destra in cui mi riconosco”. Scopelliti respinge anche l’ipotesi che la sua presa di posizione possa nascondere un’autocandidatura per tornare sulla scena politica: “Io sono disposto a supportare il governo Meloni, indipendentemente dal mio ruolo personale”. Il giudizio sui nuovi movimenti politici è tagliente: “La politica non è affare da improvvisati. Troppi fenomeni politici emergenti si accontentano di rappresentare istanze personali e ci speculano sopra. Io sono vecchio stampo e so di rappresentare una comunità che sostiene il centrodestra”.

A Reggio porta chiusa, ma sul piano nazionale apre al confronto

Se a Reggio Calabria Scopelliti chiude la porta a Vannacci, sul piano nazionale il ragionamento cambia. L’ex governatore comprende le perplessità di Giorgia Meloni nei confronti di una formazione ancora priva di un’organizzazione solida, ma non esclude un confronto sui programmi. “Comprendo le preoccupazioni di Giorgia rispetto a una forza politica ancora priva di una classe dirigente strutturata e matura. Penso però che varrebbe la pena verificare senza pregiudizi se esistono le condizioni per un percorso comune”, afferma.

Restano le distanze rispetto alle posizioni più radicali di Futuro Nazionale: “Al di là delle posizioni più radicali, non condivisibili, si potrebbero individuare temi su cui costruire convergenze”. Per Scopelliti, però, le alleanze non possono nascere soltanto dalla necessità di sommare voti: “In politica le alleanze non possono nascere solo dalle convenienze elettorali. Il centrodestra dovrebbe aprirsi all’area che si confronta su valori e programmi”. Quando gli viene chiesto perché questo dialogo non dovrebbe riguardare anche Reggio Calabria, la risposta è lapidaria: “Non ce n’è bisogno”.

Meloni, il 2027 e la partita per il Quirinale

Scopelliti guarda già alle prossime elezioni politiche e si dice convinto che esistano tutte le condizioni per la conferma del centrodestra: “A livello nazionale ci sono tutte le condizioni per una, peraltro strameritata, riconferma di Giorgia e del centrodestra”. Il 2027, tuttavia, non sarebbe l’unico passaggio decisivo: “È un appuntamento importante, ma il vero appuntamento politico sarà nel 2029, con l’elezione del sostituto di Sergio Mattarella al Quirinale”. Nell’intervista a Libero trova spazio anche il Ponte sullo Stretto, opera sulla quale Scopelliti ribadisce il proprio sostegno: “Qui a Reggio siamo quasi tutti per il Ponte, che non unirà due cosche, come ha detto qualcuno, ma due realtà in grado di esprimere grandi potenzialità”. La chiusura è affidata a una battuta che richiama la storia politica della destra reggina. Alla domanda se il suo atteggiamento possa essere riassunto nello storico motto “Boia chi molla”, Scopelliti risponde: “Non sono più quei tempi. Però certo io non mollo mai”.

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