Una disamina schietta per fare chiarezza sulle strategie di mercato e tracciare la rotta alla vigilia del primo impegno casalingo al “Ceravolo” contro la Carrarese. Ad una settimana dalla chiusura delle trattative, il direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito illustra le dinamiche che hanno guidato la rifondazione dell’organico giallorosso. Il momento per fare il punto è complesso, con la squadra ancora ferma a zero punti in classifica dopo tre trasferte, ma il dirigente napoletano assume direttamente la responsabilità del percorso intrapreso.
“Dopo 3 ko è naturale mettere in discussione la difesa, ma abbiamo ottimi giocatori e non parlo di sfortuna – afferma Polito – è un alibi che non regge. Dico che sono state fatte ottime gare e non ci è girata bene, dobbiamo fare di più a livello di attenzione. Abbiamo i mezzi per uscirne”. Riavvolgendo il nastro della sessione estiva, il diesse analizza le complessità incontrate sul fronte delle trattative: “Sono rimasto sapendo delle problematiche cui andavamo incontro, abbiamo perso giocatori importanti, non era semplice sostituirli, ipotizzavo anche un calo in generale del mercato a livello italiano, invece la B ha aumentato i budget, con Padova, Modena e altre che hanno speso tanto. Le difficoltà operative sono state tantissime – confessa il manager – ma a ogni uscita eravamo coperti, è andato via Pittarello ma avevamo preso Pecorino, fuori Pontisso dentro Mosti. È stato un mercato difficile più degli altri anni, mi sento soddisfatto. Poi il campo dirà”.
Le direttrici della rifondazione: rivalsa e scommesse vinte
Entrando nei dettagli della costruzione della rosa, il responsabile dell’area tecnica spiega la logica che ha portato all’ingaggio di elementi in cerca di riscatto o provenienti da campionati complessi, rivendicando al contempo la capacità di superare la concorrenza su obiettivi primari.
“A volte preferisco andare su giocatori che non vengono da stagioni esaltanti – confessa Polito – puntando sulla rivalsa. Ruggero era stato pagato un milione a gennaio, Candela poi è andato a Empoli ma aveva vinto a Venezia. Va sempre letta la carriera. Alcuni calciatori hanno rifiutato Catanzaro perché arrivava il Modena o il Padova, ma sugli attori principali abbiamo vinto noi, tipo Pecorino che piaceva a tutti. Pafundi lo volevo già un anno fa e ringrazio l’Udinese che ha mantenuto l’impegno anche dopo qualche intromissione”.
L’appello all’ambiente giallorosso per superare l’emergenza
Nel tratto finale del suo intervento, il direttore sportivo si rivolge direttamente alla tifoseria e all’intero ambiente, chiedendo unione e pazienza per permettere alla squadra di raggiungere l’amalgama e la condizione atletica ideale.
“Se si riesce tutti a stare compatti ne veniamo fuori, se viviamo col pensiero della A commettiamo un errore grande. Questo è un anno zero e non possiamo vivere di ricordi. Può non piacere qualche elemento, ma aspettiamo una condizione ottimale. È una grossa sfida” conclude il dirigente giallorosso.












