I riassetti politici nel Mezzogiorno registrano un nuovo e importante scossone tra la Calabria e la Sicilia. Il deputato Tommaso Calderone ha ufficializzato il suo addio a Forza Italia, partito nelle cui fila militava dal 2014, per aderire a Futuro Nazionale, la formazione politica guidata da Roberto Vannacci.
L’annuncio è giunto durante una conferenza stampa a Montecitorio ad opera del capogruppo di FnV alla Camera, Edoardo Ziello. Calderone, attualmente vicepresidente della commissione Giustizia e guida della commissione parlamentare contro gli svantaggi dell’insularità, diventa così il nono deputato della compagine vannacciana.
L’asse dello Stretto: la Calabria al centro della strategia politica
Il passaggio del parlamentare assume un valore strategico e simbolico di primo piano per il posizionamento del movimento nell’area dello Stretto e in tutto il Mezzogiorno. Durante la presentazione, il capogruppo Ziello ha infatti voluto rimarcare il forte radicamento territoriale che si sta consolidando tra le due sponde del mare.
“Ricordando anche la candidatura di Domenico Giannetta alle suppletive in Calabria, ora possiamo dire che FnV è riuscito ad avere sia Scilla che Cariddi”. Una sottolineatura che proietta la Calabria come snodo cruciale per l’espansione del progetto politico. Dal canto suo, il parlamentare ha commentato la scelta con un richiamo evocativo: “Io oggi ritorno a Itaca”.
Un profilo d’esperienza per consolidare il progetto nel Mezzogiorno
Avvocato penalista di 63 anni originario di Barcellona Pozzo di Gotto, Calderone vanta un lungo percorso politico iniziato da giovane nel Movimento Sociale Italiano e proseguito in Alleanza Nazionale e La Destra di Francesco Storace, fino a diventare un punto di riferimento per gli azzurri nell’isola come capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana. L’adesione del parlamentare punta a saldare l’azione politica tra Calabria e Sicilia, portando in dote una consolidata esperienza istituzionale.
Il capogruppo Ziello lo ha descritto come “una figura storica della destra in Sicilia”, forte di un ampio consenso personale raccolto sul territorio. L’operazione riposiziona Futuro Nazionale al centro del dibattito politico meridionale, facendo dell’asse calabro-siculo il proprio fulcro strategico.













