Diciotto firme per un solo cantiere. Mentre le mareggiate continuano a ridisegnare e divorare il perimetro della Calabria, la macchina amministrativa regionale tenta la virata decisiva contro l’immobilismo burocratico. Nella sede della Giunta a Catanzaro, il vicepresidente Filippo Mancuso ha presieduto oggi il tavolo tecnico sull’erosione costiera, un’iniziativa resa improcrastinabile dall’ultima ondata di maltempo che ha flagellato le coste ioniche e tirreniche.
Sinergia contro il declino costiero
L’insediamento del tavolo risponde alla necessità di un’azione sistemica. Mancuso ha chiarito la rotta politica dell’intervento: “L’obiettivo e’ mettere insieme tutti gli enti coinvolti in questa problematica, accorciando i tempi, avvicinando le istituzioni e favorendo un lavoro realmente sinergico, cosi’ da ridurre quelle lungaggini burocratiche che troppo spesso hanno impedito di intervenire nei tempi ordinari”.
La frammentazione delle competenze rappresenta oggi il principale ostacolo. “Il tavolo – ha specificato il vicepresidente – e’ propedeutico a un’azione sistemica sulla difesa dall’erosione costiera. Sono coinvolti diversi soggetti perche’ e’ fondamentale coordinarci, evitare duplicazioni e trovare la giusta sinergia per rispondere in modo efficace alle richieste del territorio”.
La sfida dei 18 organismi
Il nodo resta quello normativo. La difesa del suolo si scontra con un groviglio di leggi statali, principalmente di matrice ambientale, che blindano le procedure rendendo ogni operazione un percorso a ostacoli. Mancuso ha ripreso il monito già lanciato dal governatore: “Lo ha detto chiaramente anche il presidente Occhiuto nelle sue ultime dichiarazioni alla stampa: oggi sono ben 18 gli organismi chiamati a rilasciare autorizzazioni per gli interventi, penso siano troppi”.
L’esecutivo regionale punta ora a ottenere poteri straordinari. “Abbiamo chiesto deroghe in caso di emergenza e confidiamo che possano essere concesse; auspichiamo inoltre un riordino legislativo che consenta di ridurre i tempi”, ha spiegato Mancuso. Tuttavia, il vicepresidente non nasconde la complessità della sfida, sottolineando che la tutela ambientale rimane una priorità globale e che “intervenire su questi equilibri non e’ mai semplice”.









