2 Luglio 2026
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Sottosegretari alla Regione, Bruno: “La Corte d’Appello restituisce la parola ai calabresi”

Il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale commenta l'ammissibilità del referendum sulla modifica dello Statuto della Regione Calabria che introduce i sottosegretari alla Presidenza della Giunta

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Il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, esprime soddisfazione dopo la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, che ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare sulla modifica dello Statuto della Regione Calabria relativa all’istituzione dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta. “Oggi hanno vinto i calabresi. Ha vinto il diritto dei cittadini a decidere. È una giornata importante per la democrazia e per il rispetto delle regole”, dichiara Bruno.

“La Corte ha riconosciuto il diritto al referendum”

Secondo il consigliere regionale di opposizione, la decisione dell’Ufficio centrale rappresenta il riconoscimento della legittimità dell’iniziativa promossa dalla minoranza. “La Corte d’Appello ha dato ragione ai consiglieri regionali di minoranza, smentendo chi aveva tentato di impedire ai calabresi di pronunciarsi su una scelta che riguarda direttamente l’organizzazione della Regione e l’utilizzo delle risorse pubbliche”, afferma Bruno. Il capogruppo aggiunge che, a suo giudizio, “il presidente Roberto Occhiuto e la sua maggioranza avevano forzato la mano, provando a sottrarre ai cittadini uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. Oggi quella linea è stata bocciata”.

Il tema dei costi dei sottosegretari

Bruno sostiene che la questione non riguardi soltanto gli aspetti giuridici, ma anche quelli politici e istituzionali. “Quando si modifica lo Statuto della Regione per introdurre nuove figure politiche, con un costo che può arrivare a circa 14 mila euro al mese per ciascun sottosegretario, è giusto che siano i cittadini a potersi esprimere. È esattamente ciò che abbiamo sostenuto fin dal primo giorno e che oggi viene riconosciuto dall’Ufficio centrale regionale per il referendum”, dichiara.

“Ora l’iter dovrà proseguire”

Il capogruppo ricorda che i consiglieri di opposizione avevano impugnato il rigetto della richiesta referendaria con l’obiettivo, afferma, di tutelare un diritto dei cittadini. “Oggi possiamo dire che quella scelta è stata giusta. La democrazia non può essere compressa quando fa comodo alla maggioranza”, sostiene Bruno.

In conclusione, il consigliere regionale evidenzia che, dopo la pronuncia dell’Ufficio centrale, il procedimento dovrà proseguire secondo quanto previsto dalla normativa. “Adesso non ci sono più scorciatoie. L’iter previsto dalla legge dovrà proseguire e gli uffici competenti saranno chiamati a indire il referendum. Saranno i calabresi, con il loro voto, a decidere se è giusto modificare lo Statuto regionale per istituire nuove figure politiche. La parola torna finalmente ai cittadini, ed è lì che doveva restare fin dall’inizio”, conclude Bruno.

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