Le elezioni suppletive nello Stretto come primo banco di prova dei nuovi equilibri politici calabresi e possibile anticipazione delle prossime elezioni nazionali. È questa la lettura di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, terzo Comune della Calabria per popolazione e figura sempre più centrale nell’area progressista regionale. Intervistato da Calabria7 sul peso politico della competizione reggina, Stasi non riduce la sfida a una semplice contesa per un seggio parlamentare. Al contrario, intravede nella rottura consumatasi all’interno del centrodestra un passaggio capace di produrre conseguenze più profonde.
“Le suppletive sono un laboratorio politico”
“In questo momento le suppletive dello Stretto sono un laboratorio, una sorta di primo squarcio sulle elezioni politiche che verranno”, afferma il sindaco. Secondo Stasi, quanto accaduto non rappresenta soltanto uno strappo riconducibile a Roberto Vannacci, ma “la prima crepa nell’esercizio arbitrario del potere di Forza Italia calabrese”. Il giudizio è durissimo: “Forza Italia ha imperato in questi anni con arroganza, non soltanto nei confronti della società calabrese e della politica in generale. Non ultima, la violenza politica delle dimissioni del governatore per autocandidarsi. Evidentemente ha utilizzato quella stessa arroganza anche nei confronti dei propri partner e questo, a lungo termine, con il passare del tempo, crea delle crepe”.
L’avvertimento al centrosinistra
Le difficoltà del centrodestra, avverte però Stasi, non sono sufficienti per costruire automaticamente un’alternativa. “È chiaro che il centrosinistra deve essere pronto ad approfittare di queste crepe. Attraverso cosa? Attraverso una proposta politica seria, coerente, che guardi al futuro e non attraverso la solita, purtroppo, autoconservazione politica”. Per il sindaco di Corigliano-Rossano, dunque, la partita reggina può diventare un’occasione soltanto se l’area progressista sarà capace di presentarsi con un progetto riconoscibile, evitando accordi costruiti esclusivamente per preservare gli equilibri interni.
“Le preferenze sono uno specchio per le allodole”
Stasi boccia anche la nuova legge elettorale in discussione. “È riuscita nell’impresa di peggiorare una legge che era difficilmente peggiorabile, quella precedente”, sostiene. E ridimensiona la portata del ritorno alle preferenze: “La reintroduzione delle preferenze è uno specchio per le allodole perché, soprattutto per noi nel Mezzogiorno e in particolare in Calabria, dove i seggi in palio non sono tantissimi per ragioni di popolazione, la questione dei capilista annulla o quasi il discorso delle preferenze”.
Il voto nominale, tuttavia, potrebbe costringere una parte della politica a recuperare il rapporto con gli elettori: “Sicuramente è uno strumento utile, che porterà finalmente anche una parte della classe politica regionale, trasversalmente, a misurarsi con i cittadini. Speriamo che questo possa trasformarsi anche in rappresentanza territoriale: quella è la vera sfida ed è lì che il capolista interviene in maniera negativa”. Nessun vantaggio automatico, dunque, per uno dei due schieramenti. “Dipenderà molto dalle liste. Se saranno liste da laboratorio, non favoriranno né l’una né l’altra area. Se invece saranno costruite con visione e radicamento sul territorio, allora favoriranno gli schieramenti che sapranno utilizzare questi strumenti”.
Il futuro politico e l’ipotesi candidatura
Stasi rivendica infine un’appartenenza politica definita dai fatti, anche senza una tessera di partito. “L’appartenenza agli schieramenti, così come la vicinanza alle forze politiche, viene dalla propria attività. Penso che questo riguardi tutti i sindaci e riguarda anche me: per quello che facciamo e per le scelte che operiamo siamo chiaramente schierati, al netto delle tessere in tasca”. Quanto a un possibile impegno diretto alle prossime elezioni parlamentari, il sindaco non alimenta le indiscrezioni e chiude con una risposta asciutta: “Ho ancora tre anni di mandato”.













