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10 Giugno 2026
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Statuto e maltempo, Bruno attacca Occhiuto: “Prima il dissesto idrogeologico, non nuove poltrone”

Nel mirino del consigliere regionale l’iter della legge e la revoca della promulgazione. "La Calabria affronta emergenze vere, servono risposte concrete"

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Il confronto in Consiglio regionale si accende sul doppio binario delle modifiche statutarie e dell’emergenza maltempo. Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, punta il dito contro il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, accusandolo di aver gestito l’Aula con un atteggiamento di chiusura.

“Oggi assistiamo a un tentativo di soffocare il dibattito facendo leva sul peso del ruolo istituzionale”, afferma Bruno, parlando di un comportamento che “nulla ha a che vedere con il confronto democratico”.

Le modifiche allo Statuto e l’iter contestato

Al centro della polemica c’è la revisione dello Statuto regionale. Bruno ricostruisce l’iter della legge regionale n. 2 del 2026, approvata in seconda lettura il 27 gennaio, che prevede l’aumento fino a nove assessori e la reintroduzione dei sottosegretari.

“Come opposizione abbiamo contestato fin dall’inizio questa scelta, ritenendo che le priorità della Calabria siano altre”, sottolinea il consigliere.

Successivamente, la promulgazione della legge – pubblicata sul Burc il 30 gennaio – è stata revocata con decreto dello stesso presidente. Bruno richiama l’articolo 123 della Costituzione, che impone una fase di pubblicità notiziale prima della promulgazione, necessaria per consentire al Governo un’eventuale impugnazione davanti alla Corte costituzionale.

“Non è solo una questione procedurale – evidenzia – ma politica”.

Maltempo e dissesto, “servono risposte immediate”

Il capogruppo di “Tridico Presidente” sposta poi l’attenzione sull’emergenza legata al dissesto idrogeologico che ha colpito la Calabria nelle ultime settimane.

“Le comunità dallo Jonio catanzarese al Tirreno cosentino stanno vivendo momenti drammatici e meritano risposte concrete e immediate”, afferma Bruno.

“La Calabria non può continuare a contare i danni dopo ogni alluvione. Serve un grande piano strutturale di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, insieme a interventi per contrastare l’erosione costiera”.

Richiesta di confronto nelle Commissioni

Bruno conclude chiedendo un confronto più ampio nelle Commissioni consiliari, definite “sedi naturali di elaborazione e discussione delle leggi”.

“Il Consiglio regionale deve tornare a essere luogo di confronto istituzionale e non di decisioni assunte senza un adeguato dibattito”, afferma, ribadendo la disponibilità alla collaborazione “nell’interesse esclusivo della Calabria”, ma senza avallare scelte ritenute non coerenti con le urgenze del territorio.

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