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4 Giugno 2026
4 Giugno 2026
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Strage di Amendolara, il Pd chiede una svolta. Alecci: “Non basta il cordoglio, servono fatti”

Il capogruppo dem in Consiglio regionale lancia la sfida in vista della seduta dell'8 giugno: "La politica deve smettere di inseguire le emergenze e garantire dignità ai lavoratori"

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Il dolore per la tragedia di Amendolara non può limitarsi al silenzio. A pochi giorni dal Consiglio regionale convocato per lunedì 8 giugno, il capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci, rompe gli indugi e chiede che le istituzioni calabresi passino dalle parole ai fatti. “Quello che è successo ad Amendolara ha lasciato tutti pietrificati, per la ferocia, per la condizione da cui scaturisce, per ciò che rappresenta: una ferita profonda per la Calabria e per l’intero Paese” ha dichiarato Alecci.

L’accusa: un sistema che rende invisibili

Per il rappresentante del Partito Democratico, la strage non è un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di una condizione di abbandono. “Quelle immagini, che la segretaria Elly Schlein ha definito drammatiche e devastanti, non possono essere archiviate come un semplice episodio di cronaca nera, ma chiamano in causa un sistema che rende invisibili migliaia di lavoratrici e lavoratori nelle nostre campagne” spiega Alecci.
L’invito alla politica è chiaro: avviare una riflessione autentica, senza ipocrisie, che parta dal vertice della Regione.

La necessità di una lotta al caporalato che evolva

Nonostante la legge 199 del 2016 abbia segnato una tappa importante, la realtà odierna corre molto più veloce della burocrazia. “Il mercato del lavoro è cambiato, le vie dell’immigrazione irregolare si sono trasformate e diversificate, chi sfrutta i lavoratori dispone di risorse e reti sempre più sofisticate” sottolinea il capogruppo Pd.
Secondo Alecci, la strategia deve cambiare radicalmente: “La lotta allo sfruttamento deve passare da un collegamento reale tra tutti gli attori istituzionali, con un rafforzamento dei protocolli territoriali e un maggiore coordinamento tra Prefetture, enti locali e parti sociali”.

Il banco di prova del Consiglio regionale

L’appuntamento di lunedì 8 giugno viene definito come il vero banco di prova per la giunta regionale. Il gruppo del Partito Democratico ha già le idee chiare su cosa chiedere: impegni concreti e verificabili. “Chiederemo un cronoprogramma preciso per l’attuazione integrale della legge regionale 9/2018, il rafforzamento del Tavolo regionale di contrasto al caporalato, un piano per i trasporti sicuri e per il superamento dei ghetti”.
“Alla maggioranza che governa la Regione diciamo con nettezza che non basta esprimere cordoglio né limitarsi alle dichiarazioni di principio: servivano e servono scelte, programmazione, risorse, controlli” incalza Alecci. La posizione del Pd si conferma netta anche riguardo alla presenza sul campo: il gruppo sarà ad Amendolara, al fianco di Cgil e delle altre sigle sindacali, per ribadire un concetto cardine. “Il lavoro povero e sfruttato non può essere considerato un costo accettabile” conclude Alecci, ribadendo che la scelta di campo dei dem è “nessuna ambiguità verso chi sfrutta, pieno sostegno a chi chiede legalità e diritti”.

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