20 Luglio 2026
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Autonomia differenziata, Calderoli difende la riforma: “Non penalizza il Sud, anche Calabria e Abruzzo sono al tavolo”

Il ministro degli Affari regionali annuncia un disegno di legge per ogni Regione e replica alle critiche sulla sanità: "Non può essere responsabile una riforma che ancora non esiste"

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L’autonomia differenziata torna al centro del dibattito politico e il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli prova a respingere le accuse di chi considera la riforma un possibile danno soprattutto per il Mezzogiorno.
Intervenendo alla Camera durante la discussione sulle pre-intese, Calderoli ha annunciato il prossimo passo del governo: un disegno di legge specifico per ogni Regione coinvolta, con allegati distinti relativi alle diverse materie oggetto di trasferimento.
“Il governo intende procedere alla predisposizione di un singolo disegno di legge per ogni Regione, corredandolo di due distinti allegati contenenti gli schemi di intesa: uno sulle materie salute e coordinamento della finanza pubblica e l’altro sulle materie non Lep”, ha spiegato il ministro.

“La sanità non può essere colpa di una riforma che non c’è”

Calderoli ha poi replicato alle critiche sulla possibile creazione di una sanità a due velocità, richiamando i dati sulle difficoltà già presenti nel sistema sanitario nazionale.
“Per quanto riguarda la sanità di serie A e di serie B, qualcuno cita il Gimbe, ma quello che è stato fotografato è lo stato dell’arte di oggi: la situazione delle liste d’attesa e della mobilità sanitaria possono essere colpa dell’autonomia differenziata che ancora non c’è?”, ha affermato.
Secondo il ministro, la riforma non sarebbe una causa delle attuali criticità, ma potrebbe rappresentare uno strumento per intervenire sui problemi esistenti.
“Può essere uno strumento di miglioramento? È la soluzione di tutti i problemi? Non lo so, ma iniziamo a provare”, ha aggiunto.

Calderoli: “Penalizza il Sud? Anche Calabria e Abruzzo sono interessate”

Rispetto alle accuse secondo cui l’autonomia differenziata rischierebbe di aumentare il divario tra Nord e Sud, il ministro ha rivendicato il coinvolgimento anche di alcune Regioni meridionali.
“Penalizza il Sud? Non so se qualcuno ha verificato che ho iniziato a interloquire con la Calabria e l’Abruzzo”, ha dichiarato Calderoli.
A sostegno della sua posizione, il ministro ha citato anche alcuni esempi legati alla gestione della spesa pubblica, richiamando il tema dell’efficienza amministrativa.
Tra i dati portati come esempio, quello relativo ai costi di illuminazione e riscaldamento: secondo Calderoli, in Veneto la spesa sarebbe di circa 0,6 euro pro capite, mentre in Campania arriverebbe a 14,6 euro. Un divario che, a suo giudizio, potrebbe essere affrontato attraverso una maggiore autonomia e una diversa gestione delle risorse.
“Magari andando a risparmiare qualcosa si riesce a risparmiare qualcosa da reinvestire nei servizi”, ha concluso il ministro.

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