9 Settembre 2026
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Suppletive a Reggio Calabria, Craxi attacca Vannacci : “Quinta colonna della sinistra”

La capogruppo di Forza Italia al Senato commenta il voto tedesco e prende le distanze dalla Lega sull’AfD. Poi il giudizio sul generale Vannacci e sul suo ruolo alla tornata elettorale in riva allo Stretto

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“Il successo elettorale di Alternative für Deutschland (AfD) non può essere liquidato ignorando la dimensione del consenso raccolto”: è il punto di partenza scelto da Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, in un’intervista a la Repubblica dedicata al risultato della destra radicale tedesca e alle sue possibili ripercussioni sul quadro politico europeo.

Craxi prende le distanze dalle posizioni dell’AfD, che definisce estremiste, ma allo stesso tempo invita a non sottovalutare il significato delle urne: “Quando le cifre sono così significative, non si può ignorare la volontà degli elettori”, afferma nell’intervista, precisando di “non condividere nulla delle posizioni del partito tedesco”.

La senatrice considera però “riduttivo associare automaticamente tutti gli elettori dell’AfD a una dimensione nostalgica”. A suo giudizio, “il consenso alle forze antisistema va letto anche come il segnale di un disagio più ampio: la percezione di insicurezza economica che si è diffusa tra i cittadini”.

La critica alla politica tedesca

Nella lettura di Craxi, una delle cause del risultato “è l’immobilismo della politica tedesca. La riproposizione della Grosse Koalition, sostiene, sarebbe stata una scelta non più adeguata alla complessità della fase attuale”. “Il cancelliere ha sbagliato a riproporre la formula di governo della Grosse Koalition», dichiara Craxi nell’intervista a la Repubblica. Una soluzione che, secondo la senatrice, “poteva avere una sua efficacia vent’anni fa, ma che oggi renderebbe più difficile affrontare problemi complessi e fornire risposte percepite come efficaci dall’elettorato”.

Il ragionamento porta direttamente al tema della crescita delle forze antisistema: “Il loro consenso, nella ricostruzione della capogruppo azzurra, sarebbe anche la conseguenza delle difficoltà dei partiti tradizionali nel dare risposte alla domanda di sicurezza e stabilità”.

Vannacci e il confronto con l’AfD

Il parallelo con l’Italia arriva quando Craxi viene interpellata sul possibile potenziale politico di Roberto Vannacci. La risposta è netta: “Le diverse esperienze sovraniste europee, secondo la senatrice, non possono essere considerate equivalenti. Penso che i sovranisti europei non siano poi così sovrapponibili”, afferma Craxi. “Vannacci – osserva, non è l’Afde non dispone, a differenza del partito tedesco e in particolare della sua presenza nella Germania orientale, di una forte base territoriale“. Esistono tuttavia temi che accomunano le diverse forze, a partire da sicurezza e politiche migratorie. Ma per Craxi le analogie si fermano qui.

La stoccata sul ruolo alle suppletive di Reggio Calabria

È sul terreno della politica italiana che arriva l’affermazione più dura nei confronti di Vannacci. Per la capogruppo di Forza Italia al Senato, il leader di Futuro Nazionale “allo stato fa la quinta colonna della sinistra in parlamento come alle suppletive di Reggio Calabria”. La senatrice individua una certa analogia con l’AfD nel rapporto con quell’area politica che guarda ai cosiddetti rossobruni, citando in particolare i sostenitori di Sahra Wagenknecht in Germania.

Salvini e Tajani, due letture opposte

Dice ancora Craxi: “Il risultato dell’AfD ha prodotto reazioni differenti anche all’interno del centrodestra italiano. Matteo Salvini ha definito quello ottenuto da Alternative für Deutschland un trionfo clamoroso, mentre Antonio Tajani lo ha giudicato una pessima notizia”. Craxi difende questa distanza di valutazioni e ricorda che Forza Italia e Lega non sono la stessa forza politica, né condividono necessariamente gli stessi orientamenti sulle alleanze europee. “Siamo partiti diversi, abbiamo idee talvolta diverse e alleanze diverse in Ue”, afferma nell’intervista a la Repubblica. “Per questo – aggiunge – la posizione di Forza Italia sull’AfD non deve necessariamente coincidere con quella della Lega”.

Il paradosso dell’anti-euro e il rapporto con Mosca

Craxi contesta inoltre una delle posizioni storicamente associate all’AfD, quella anti-euro. Nella sua interpretazione, si tratterebbe di una contraddizione rispetto alla stessa impostazione nazionalista del partito tedesco: “La posizione anti-euro dell’Afd è un paradosso per dei nazionalisti – sostiene la senatrice, osservando che “tutto si può dire tranne che la moneta unica abbia svantaggiato la Germania”. Nell’intervista trova spazio anche il tema dei rapporti con la Russia. Craxi segnala la diffusione, all’interno della politica europea, della tendenza a guardare con favore a Mosca: “La tentazione di fiancheggiare Mosca è diffusa e trasversale agli schieramenti”.

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