“In merito alle recenti affermazioni riportate secondo cui Konecta R si sarebbe sottratta alle richieste della Prefettura di Catanzaro, non fornendo le informazioni sulla situazione, si precisa che tale ricostruzione non corrisponde al vero. Le informazioni e i dati disponibili sono stati regolarmente rappresentati alla Prefettura. Non vi è, pertanto, alcuna volontà di sottrarre informazioni né di sottrarsi al confronto. È opportuno, al contempo, precisare che la gestione della vicenda è oggetto di un tavolo in sede ministeriale presso il quale sono in corso gli approfondimenti e le interlocuzioni necessarie nonché il costante monitoraggio della situazione con particolare attenzione alle prospettive per il futuro di lavoratrici e lavoratori. A tal proposito è previsto un prossimo incontro nel corso del corrente mese.” E’ quanto scrive l’azienda Konecta replicando all’avvocato Francesco Pitaro.
Cosa aveva evidenziato il legale
Il legale, difensore dei lavoratori di Konecta R, nei giorni scorsi aveva stigmatizzato l’atteggiamento dei vertici societari sottolineando: “I lavoratori di Konecta R (ex Abramo) continuano ad essere in allarme e le loro preoccupazioni sono amplificate dalla condotta irriguardosa della stessa Konecta che ha completamente eluso la seconda richiesta del Prefetto di Catanzaro. Ed invero, dopo una prima richiesta della Prefettura di Catanzaro con cui è stato chiesto a Konecta R un’informazione analitica sull’andamento della società, sui lavoratori, sulle prospettive occupazionali e sul piano di rilancio della società, ha fatto seguito la Nota del 6/8/26 con cui Konecta ha dato informazioni monche e parziali e insoddisfacenti. Al punto che il Prefetto di Catanzaro ha chiesto con nota del 2/9/26 ancora una volta di dare un quadro informativo esaustivo e completo. Ciononostante, Konecta R con nota del 4/9/26 ha detto di aver già risposto! Ora, non può non vedersi la condotta irriguardosa di Konecta R che nonostante due richieste provenienti dalla Prefettura di Catanzaro ha deciso di non rispondere. E lascia, pertanto, lavoratori e famiglie in un limbo, privi di risposte e informazioni sul loro futuro e sulle loro prospettive”.












