10 Agosto 2026
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Università Magna Graecia, Talerico lancia l’allarme: “Catanzaro sempre meno competitiva”

Il consigliere comunale punta il dito sull’offerta formativa dell’UMG: "Tolto Medicina resta un ateneo che copre quattro posti su dieci". E avverte: "Abbiamo due anni per decidere che cosa vogliamo essere"

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La visita del ministro dell’Università Anna Maria Bernini alla Mediterranea di Reggio Calabria e all’Università della Calabria, impegnate in nuovi progetti di ricerca e formazione, diventa per Antonello Talerico l’occasione per accendere i riflettori sulla situazione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.
“Due Atenei che progettano, costruiscono relazioni istituzionali e guardano avanti. E Catanzaro? L’UMG resta ancora al palo: non per colpa della politica, ma di un management che evidentemente non riesce a creare quelle interlocuzioni necessarie per trasformare in realtà progetti strategici, come Medicina Veterinaria”.
Il consigliere concentra quindi l’attenzione sui numeri delle iscrizioni. Al netto di Medicina, l’UMG ha messo a bando 1.811 posti nei corsi di laurea, ma ne ha coperti appena 760, lasciando vuoti 1.022 posti.”Il quarantadue per cento. Milleventidue posti restano vuoti, a stagione di iscrizioni ormai inoltrata. Non è una classifica, non è un’opinione. Sono le iscrizioni ufficiali dell’Ateneo, corso per corso”.
Tra i dati citati, Giurisprudenza registra 144 iscritti su 230 posti, Economia 159 su 250, Sociologia 65 su 200, Scienze delle investigazioni 45 su 150 e Scienze motorie 122 su 360. L’unico corso che tiene, oltre a Medicina, è Farmacia, con 87 iscritti su 98 posti.

Il caso cosmetica e la domanda degli studenti

Talerico si sofferma anche sui corsi di cosmetica e benessere, in particolare sulla magistrale in Scienze chimiche e cosmetiche, che conta 4 iscritti su 50 posti disponibili.
“Un corso di laurea magistrale che ad oggi ha numeri impietosi: 4 iscritti su 50 posti disponibili”.
Il confronto con Psicologia, secondo il consigliere, evidenzia il problema dell’offerta formativa: 394 iscritti per 241 posti, pari al 163 per cento.
“Ecco allora che laddove i ragazzi calabresi vogliono davvero andare, l’offerta è insufficiente! La domanda formativa dei nostri giovani è scritta da vent’anni nei numeri di chi ogni settembre prende il treno. L’Ateneo UMG ha preferito le ricerche di mercato, commettendo l’ennesimo errore manageriale, per garantire postazioni e poltrone, come al solito”.

La crescita dell’Umg passa soprattutto da Medicina

I dati dell’Anagrafe Nazionale Studenti mostrano che l’UMG è passata da 10.955 iscritti nel 2018/19 a 12.038 nel 2024/25. Per Talerico, però, la crescita è concentrata soprattutto nell’area sanitaria, dove il numero dei posti è legato alla programmazione nazionale.
Quest’anno Medicina conta 1.310 iscritti su 1.448 posti.
“Da solo quel corso vale più di tutto il resto dell’Università messo insieme. Tolta Medicina, all’UMG resta un ateneo che copre quattro posti su dieci. L’attestazione di una offerta sbagliata, un autentico disastro”.

Il confronto con l’Unical

Talerico contrappone a questo scenario il modello dell’Università della Calabria, che negli ultimi anni ha aumentato gli immatricolati e attivato corsi anche sulla base degli studenti calabresi che scelgono di andare fuori regione.
“La differenza sta nel metodo. A Cosenza si contano prima i potenziali studenti, la domanda, e poi si progetta il corso, la programmazione. A Catanzaro, senza alcuna indagine di mercato, prima si progetta il corso e poi si spera che qualcuno si iscriva”.
Secondo Talerico, il tema diventa ancora più urgente alla luce del calo demografico atteso nei prossimi anni. Il rapporto ANVUR indica infatti nel 2027/28 il possibile picco delle immatricolazioni, seguito da una progressiva riduzione della platea universitaria.
“Quando la platea si restringe, i primi a pagare sono gli atenei medi delle aree demograficamente deboli, con costi fissi che non si comprimono e ricavi che calano. Cioè noi”.

“L’Umg deve decidere che cosa vuole essere”

La conclusione è un appello a cambiare rotta rapidamente.
“L’Università Magna Graecia ha davanti due anni per decidere che cosa vuole essere: un policlinico con qualche corso intorno, oppure un’università. Sono due cose diverse e costano allo stesso modo. La differenza è che una delle due consente ai giovani di rimanere in Calabria, l’altra di farli scappare, sempre di più”.

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