Le recenti dimissioni del capo di gabinetto e segretario particolare del sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, continuano a suscitare accese reazioni nel dibattito politico locale. Oltre alle vicende giudiziarie finite all’attenzione della magistratura penale, l’attenzione della politica si sposta ora sulla legittimità della nomina, sui requisiti posseduti dall’ormai ex funzionario e sul rispetto delle norme in materia di trasparenza negli enti locali.
A intervenire con toni estremamente duri è Marcella Murabito, esponente di Rifondazione Comunista, che attraverso una nota ufficiale pone una serie di quesiti diretti alla giunta, al segretario generale e all’intero Consiglio comunale.
I dubbi sui requisiti e il curriculum “introvabile”
Il primo snodo critico evidenziato da Murabito riguarda le motivazioni e le dinamiche che hanno portato alla scelta del collaboratore personale del primo cittadino. Secondo l’esponente di Rifondazione, la nomina avrebbe riguardato una figura estranea alla Pubblica Amministrazione e sconosciuta alla comunità locale, di cui risulterebbe difficile reperire riscontri ufficiali sul web in merito al percorso professionale. In particolare, la nota chiama in causa i titoli esibiti: viene chiesto di conoscere ufficialmente quali siano i tre atenei presso cui sarebbero state conseguite le lauree dichiarate. Si sollecitano chiarimenti sull’azienda presso la quale l’ex capo di gabinetto avrebbe prestato dieci anni di servizio prima di approdare al Comune.
Le accuse sulla trasparenza amministrativa e il ruolo dei dirigenti
Un ulteriore punto d’attacco riguarda la gestione degli obblighi di pubblicazione previsti dal Decreto Legislativo n. 33 del 2013. Murabito sottolinea come nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale del Comune di Vibo Valentia non risultino pubblicati gli atti relativi al curriculum vitae, ai compensi e ai dettagli della nomina del segretario particolare.
La nota chiama in causa direttamente il segretario comunale, Domenico Libero Scuglia, e il Nucleo di Valutazione dell’ente, sollecitando un intervento tempestivo per sanare le presunte omissioni informative ed evitare che la vicenda possa sfociare in una formale segnalazione all’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione).
Opposizione, sostenibilità finanziaria e possibili risvolti contabili
L’intervento di Rifondazione Comunista non risparmia neppure i componenti dell’assise cittadina, sia di maggioranza sia di minoranza. Ai consiglieri comunali si chiede se abbiano mai attivato formali accessi agli atti o interrogazioni per verificare sul campo la regolarità della documentazione e la legittimità dell’incarico.
L’aspetto finanziario assume un peso rilevante alla luce dello stato dei conti dell’ente. Il Comune di Vibo Valentia ha infatti sottoscritto un piano di rientro per prevenire il dissesto finanziario, una condizione economica vincolante che – ad avviso di Murabito – solleva interrogativi sulla reale fattibilità e sostenibilità delle spese destinate al personale di staff del sindaco. Per questo motivo, l’esponente politico non esclude che la questione sul corretto impiego delle risorse pubbliche di bilancio possa presto interessare anche la Sezione Regionale della Corte dei Conti.












