8 Novembre 2026
8 Novembre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Vibo, il Question Time senza risposte e lo scontro in Comune. Iannello a Petracca: “Le regole devono valere per tutti”

Il presidente difende la chiusura della seduta dopo un’ora di attesa. La consigliera rivendica un’emergenza veterinaria e contesta la gestione dei tempi. Telefonate, regolamento e attacchi social dividono Palazzo Luigi Razza

Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

A Vibo Valentia una seduta convocata per ottenere risposte dall’amministrazione si è trasformata in una disputa su chi dovesse esserci, quanto fosse giusto aspettare e quando siano arrivati un messaggio e una telefonata. Il Question Time si è concluso senza la discussione delle interrogazioni di Antonella Petracca, consigliera del Gruppo Misto. Sono seguiti l’attacco dell’assessore Francesco Colelli e del Partito democratico, la replica della consigliera e, adesso, la presa di posizione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello.

La sua nota fissa un orario, le 10.05, e una linea di difesa: la seduta era stata formalmente chiusa, le interrogazioni erano decadute per l’assenza della proponente e non esistevano le condizioni per riaprire i lavori. Petracca sostiene invece di avere comunicato l’emergenza che l’aveva trattenuta e denuncia una chiusura precipitosa mentre stava raggiungendo l’aula. La distanza tra queste versioni riguarda fatti verificabili. La polemica, però, ha già prodotto un effetto politico evidente: le domande rivolte alla giunta Romeo sono passate in secondo piano, coperte dal confronto sulle responsabilità della mancata discussione.

L’ora di attesa e la chiusura alle 10.05

Iannello ricostruisce la mattinata partendo dalla scelta di aspettare. Sostiene di avere rinviato l’avvio dei lavori di un’ora rispetto all’orario previsto, pur non essendovi tenuto, perché a suo giudizio il Question Time non richiedeva il raggiungimento del numero legale. Una disponibilità che rivendica anche a fronte delle sollecitazioni ricevute per cominciare. All’appello, secondo la Presidenza, Petracca risultava assente ed era l’unica firmataria delle interrogazioni da trattare. Da qui la decisione di dichiararle decadute e concludere i lavori: “In assenza di ulteriori argomenti da trattare, ho dichiarato formalmente chiusa la seduta alle ore 10:05”. Il presidente presenta quella scelta come un atto dovuto: “Si tratta di una conseguenza prevista dalla normativa regolamentare, che non lascia spazio a valutazioni discrezionali di carattere personale o politico”.

Se la disposizione applicabile imponeva quell’esito e non erano state comunicate tempestivamente circostanze rilevanti, la contestazione di avere voluto impedire il confronto avrebbe bisogno di elementi ulteriori. L’attesa di un’ora, richiamata anche nella prima presa di posizione del Pd, è un dato politicamente significativo: chi denuncia una chiusura strumentale deve misurarsi anche con il tempo già trascorso prima dell’apertura.

L’emergenza di Petracca e il nodo delle comunicazioni

Petracca ha spiegato il ritardo con una grave emergenza veterinaria che aveva coinvolto il proprio cane. Nella sua ricostruzione, chiamate e messaggi, anche attraverso WhatsApp, avrebbero informato il presidente della situazione e dell’imminente arrivo. La consigliera sostiene: “Nel mentre salivo di corsa le scale del Municipio per non sottrarmi ai miei doveri, la seduta veniva dichiarata frettolosamente chiusa”.

Iannello contesta precisamente questa sequenza. Afferma che Petracca sia arrivata dopo la conclusione dei lavori, quando il personale stava già riordinando i dispositivi e chiudendo i locali. Quanto ai contatti telefonici, scrive che “sia il messaggio sia il tentativo di chiamata della consigliera Petracca sono pervenuti fuori tempo massimo”.

L’esistenza dell’imprevisto e la tempestività della comunicazione sono due questioni che richiedono accertamenti distinti. Un’emergenza può spiegare un ritardo; per valutare come sia stata gestita dalla Presidenza occorre sapere quando sia stata comunicata, a chi e attraverso quale canale. La nota di Iannello richiama la cronologia dei contatti, ma non ne riporta gli orari puntuali. Verbali e registrazioni, a loro volta indicati dal presidente come riscontro della propria ricostruzione, possono chiarire lo svolgimento dei lavori; per stabilire quando siano arrivati messaggio e chiamata serve anche la documentazione di quei contatti. È su questa successione che si può verificare la contestazione di Petracca.

Quali regole sono state applicate

La Presidenza attribuisce alla disciplina consiliare conseguenze precise: assenza del proponente, decadenza delle interrogazioni, impossibilità di riaprire la seduta conclusa. Aggiunge che gli impedimenti devono essere segnalati prima dell’orario previsto per l’inizio, attraverso i canali istituzionali. Nella nota non sono indicati articolo e comma delle disposizioni richiamate. Il regolamento reperibile nell’archivio istituzionale comunale è pubblicato in una versione aggiornata al 14 novembre 2016: l’articolo 40 bis disciplina le interrogazioni a risposta immediata e i tempi degli interventi, senza esplicitare, nel suo testo, la decadenza per assenza del presentatore. Questo documento, da solo, non consente di accertare la disciplina oggi applicabile, le eventuali modifiche successive o il fondamento completo della decisione. Rende però utile un riferimento puntuale alla norma utilizzata dalla Presidenza.

Lo stesso vale per il paragone, proposto da Petracca, con altre sedute iniziate in ritardo per attendere la maggioranza. Iannello replica che gli slittamenti precedenti erano motivati da “fondate e oggettive ragioni di carattere istituzionale”. Per verificare un trattamento differente occorrono situazioni confrontabili: tipo di seduta, disposizioni applicabili, motivi dell’attesa e comunicazioni ricevute. La denuncia di una disparità acquista forza se indica precedenti precisi; una prassi passata, comunque, non crea automaticamente il diritto a ripeterla.

Il presidente difende il ruolo, poi il confronto diventa personale

Iannello insiste sulla funzione di garanzia della Presidenza. Ricorda che dirigere l’assemblea richiede attenzione e che il presidente non può essere tenuto a controllare continuamente il telefono personale durante i lavori. Nella parte finale, però, la nota assume anche il tono di una replica personale. Il presidente attribuisce a Petracca, dopo la chiusura, “espressioni, toni e atteggiamenti del tutto inappropriati”. È la sua valutazione dell’episodio. Aggiunge che sarebbe stato più opportuno “riconoscere e apprezzare il comportamento responsabile e rispettoso tenuto dalla Presidenza”.

Queste parole mostrano quanto si sia deteriorato il rapporto tra i protagonisti. Iannello vuole respingere l’accusa di avere utilizzato le procedure contro una consigliera; insieme rivendica il riconoscimento della disponibilità dimostrata. Per la Presidenza, la risposta più solida resta la possibilità di documentare l’applicazione uniforme delle procedure. Un ruolo di garanzia si rafforza quando rende comprensibili anche a chi le contesta le ragioni delle proprie decisioni. La durezza dello scontro rende questa esigenza ancora più rilevante.

Colelli e il Pd: dall’assenza all’accusa di cercare visibilità

La polemica era già salita di tono prima dell’intervento di Iannello. Colelli aveva definito l’accaduto “Una pagina vergognosa di questo Consiglio comunale”, attribuendo alla consigliera un’opposizione orientata alla visibilità. Aveva inoltre sostenuto che dovesse farsi carico dei costi della convocazione. Quest’ultimo è un affondo politico dell’assessore, che non può essere presentato come un obbligo di pagamento già accertato. Il gruppo consiliare e gli assessori del Pd avevano insistito sulla presenza degli amministratori, sulle risposte predisposte e sul lavoro degli uffici vanificato. “La politica non è una recita”, la formula usata nella nota.

Il richiamo al tempo e alle risorse pubbliche ha un fondamento politico comprensibile: chi presenta un’interrogazione si assume anche la responsabilità di partecipare al confronto. L’emergenza indicata da Petracca richiede però di verificare le circostanze prima di trasformare l’assenza in una prova delle sue intenzioni. La giunta sostiene di essersi preparata a rispondere. Petracca denuncia una volontà di sottrarsi alle domande. La pubblicazione delle risposte già predisposte permetterebbe all’amministrazione di sostenere con un fatto la propria versione, recuperando almeno una parte del lavoro che afferma di avere svolto.

Commercio, università e parcheggi: il merito rimasto fuori dall’aula

I temi richiamati da Petracca riguardano attività amministrative sulle quali è possibile produrre documenti, date e chiarimenti. La consigliera indica le difficoltà del commercio cittadino, la partecipazione degli assessori alle commissioni, i protocolli universitari e il percorso legato all’Unical, il funzionamento delle sedi di controllo consiliare, la gestione degli stalli blu e la videosorveglianza. Nel capitolo sui parcheggi solleva anche contestazioni sui rapporti tra Comune e gestore e sui versamenti tributari: sono questioni da riscontrare attraverso gli atti, mantenendo distinta la denuncia politica dall’accertamento delle eventuali irregolarità.

Questi argomenti spiegano perché l’esito della seduta interessi anche chi non ha alcuna simpatia per i protagonisti della polemica. Per un commerciante conta conoscere le iniziative del Comune; per chi paga la sosta, capire come sia controllato il servizio; per chi attende un’offerta universitaria, distinguere un protocollo sottoscritto da un’attività effettivamente avviata. Il valore del Question Time sta nella possibilità di sottoporre l’esecutivo a domande pubbliche e repliche verificabili. Quando quel confronto viene meno, resta da stabilire come recuperarlo.

La richiesta di pubblicare le risposte chiama in causa Romeo

Petracca ha rivolto alla giunta una richiesta precisa: “Se ritenete di essere un’amministrazione capace, pubblicate integralmente le risposte a tutti e cinque i Question Time”. Il numero è quello rivendicato dalla consigliera; la prima nota del Pd faceva riferimento a quattro interrogazioni. Al di là di questa difformità, da chiarire sull’ordine del giorno, la richiesta pone all’amministrazione Enzo Romeo un problema politico concreto. Se gli assessori avevano preparato i chiarimenti, come affermano, renderli disponibili consentirebbe ai cittadini di valutarne il contenuto e toglierebbe spazio all’accusa di una fuga dal merito. Anche Petracca può dare seguito alla propria iniziativa, utilizzando le forme previste per ottenere la trattazione dei quesiti e documentando le contestazioni sui tempi. La sua attività di controllo acquista peso quando riesce a portare in discussione gli atti e a misurare la consistenza delle risposte ricevute.

Iannello conclude che “Il rispetto delle istituzioni passa innanzitutto dal rispetto delle regole”. Il seguito della vicenda può dare contenuto a quel principio: rendere verificabile la gestione della seduta e recuperare il confronto sui problemi indicati nelle interrogazioni. Per Palazzo Luigi Razza il prossimo passaggio utile è fissare come e quando quelle domande avranno una risposta pubblica.

Pubblicità – edilexpocalabria.com
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

LASCIA UN COMMENTO

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor