19 Agosto 2026
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Nuova grana per Mimmo Lucano, a rischio la carica di sindaco di Riace. Tutta colpa della Legge Severino

Dopo aver archiviato la vicenda giudiziaria legata all'inchiesta "Xenia" e con la condanna rischia la decadenza dalla carica di sindaco di Riace. Il Consiglio comunale potrebbe essere chiamato a votare sulla sua permanenza in carica

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Dopo aver concluso la vicenda giudiziaria legata all’inchiesta “Xenia” con la sentenza della Cassazione, che ha confermato quanto deciso in appello, Mimmo Lucano si trova ora a fronteggiare una nuova e delicata situazione legale. Il sindaco di Riace potrebbe, infatti, essere costretto a fare i conti con gli effetti della Legge Severino, che potrebbe portare alla sua decadenza da primo cittadino e a un possibile ritorno alle urne per il comune reggino.

La Legge Severino e le sue implicazioni per Lucano

Secondo le disposizioni della Legge Severino, una condanna per reati come il falso può determinare la decadenza automatica da cariche elettive come quella di sindaco. In questo caso, Mimmo Lucano è stato condannato a 18 mesi per falso, una condanna che, in teoria, non dovrebbe comportare la decadenza immediata. Tuttavia, come evidenziato dal quotidiano Il Dubbio, il caso potrebbe essere valutato dalla prefettura, che potrebbe decidere di applicare la Legge Severino, portando Lucano a dover affrontare l’eventualità di perdere la sua carica.

I tempi della decisione e il possibile ricorso

Secondo quanto riportato, se dovesse essere notificata la decadenza da sindaco, il Consiglio comunale di Riace avrà dieci giorni per riunirsi e ratificare la decisione. A questo punto, Mimmo Lucano avrà la possibilità di impugnare la decisione e difendersi in via legale. La situazione, quindi, è ancora in fase di sviluppo, e Lucano potrebbe avere la possibilità di evitare la decadenza se riuscisse a dimostrare l’infondatezza dell’applicazione della Legge Severino nel suo caso.

Le parole di Mimmo Lucano dopo la condanna

Dopo la sentenza della Cassazione, Mimmo Lucano ha ribadito la sua innocenza. «Io non ho mai commesso nessuno dei reati che mi sono stati contestati. Si è trattato di un teorema studiato ed elaborato proprio per ostacolare una storia di accoglienza unica nel mondo», ha dichiarato Lucano, facendo riferimento all’inchiesta che ha coinvolto il suo operato come sindaco.

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