Polistena è stata al centro, nei giorni scorsi, di un importante momento di confronto ospitato nel Salone delle Feste del Comune. All’incontro hanno preso parte il sindaco Michele Tripodi, l’opinionista culturale Eliana Carbone e il dottor Peppe Lupica, ginecologo originario di Polistena, noto al grande pubblico anche come Peppe 893, professionista della salute e comunicatore sociale molto seguito sui social network.
Il tema al centro del dibattito è stato chiaro e diretto: le eccellenze calabresi che lasciano la regione per trovare all’estero opportunità professionali più solide e strutturate, soprattutto in ambito sanitario.
Due scelte, una sola terra
Ad aprire il confronto è stata Eliana Carbone, che ha posto l’accento sul valore simbolico delle storie messe a confronto. “Ci sono due scelte diverse ma un solo luogo – ha spiegato –. Da un lato chi resta, come il sindaco Michele Tripodi, impegnandosi per il proprio territorio, dall’altro chi parte, come Peppe Lupica, che ha trovato a Dubai opportunità professionali che la sua terra non è stata in grado di offrire”.
Una riflessione che ha fatto da cornice a un dibattito più ampio sulle responsabilità della politica e delle istituzioni.
Tripodi: “I giovani vanno via perché altrove trovano di più”
Nel suo intervento, il sindaco Michele Tripodi ha affrontato il nodo centrale della questione.
“Bisogna creare le opportunità per questi ragazzi – ha affermato –. Anche se si formano nelle nostre università, spesso per affermare il loro talento sono costretti ad andare via, soprattutto nel settore della sanità”.
Tripodi ha ricordato come la Calabria, storicamente, abbia vissuto diverse fasi migratorie.
“Prima sono partite le braccia, poi i cervelli. Oggi i giovani se ne vanno e non tornano più, perché trovano altrove una nuova vita e prospettive che qui non riescono a costruire”.
La scelta di Lupica: crescita professionale prima del ritorno
Protagonista dell’incontro, Peppe Lupica ha spiegato le ragioni della sua decisione di trasferirsi a Dubai. “Ho scelto liberamente di partire – ha raccontato – perché ho trovato un’opportunità concreta di lavoro e di crescita professionale. In una fase delicata della mia carriera ho preferito un contesto che potesse offrirmi formazione e prospettive nel lungo periodo”.
Il medico non ha però escluso un futuro ritorno in Calabria. “Questo è un periodo di crescita professionale. Poi, eventualmente, tornare a casa resta una possibilità”.
Social, informazione e responsabilità
Nel corso del confronto si è parlato anche del ruolo dei social media nella divulgazione sanitaria. Alla domanda sulla responsabilità derivante dall’avere centinaia di migliaia di follower, Lupica ha risposto senza esitazioni.
“Fare informazione in ambito ginecologico significa assumersi una grande responsabilità. Seguiamo la donna in tutte le fasi della vita e bisogna fornire solo informazioni corrette, basate su evidenze scientifiche”.
E sull’identità personale ha aggiunto: “Sono prima di tutto un medico e un ginecologo. I social mi hanno permesso di raggiungere più persone, ma resto il dottor Giuseppe Lupica, non solo Peppe 893”.
Un confronto aperto sul futuro della Calabria
A chiudere l’incontro è stata ancora Eliana Carbone, che ha sottolineato l’importanza del meeting come momento di riflessione collettiva. Un’occasione per parlare di territorio, sanità, giovani e futuro, partendo da storie concrete che raccontano una Calabria ricca di competenze ma ancora fragile nel trattenerle.
Un dibattito che lascia aperta una domanda centrale: come trasformare la fuga dei cervelli in un ritorno delle competenze.








