19 Settembre 2026
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Allarme dialisi in Calabria: “No al declassamento dei Centri di assistenza domiciliare”

La consigliera regionale Madeo chiede l’audizione in Commissione Sanità del coordinatore nazionale Aned

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“Vicini a tutti i pazienti in dialisi e alle loro famiglie che, attraverso l’associazione nazionale emodializzati, hanno sollevato paura e preoccupazione per la recente riorganizzazione dei centri di assistenza. Pertanto ho depositato una richiesta di audizione in Commissione Sanità del dottor Pasquale Scaramuzzo, coordinatore nazionale Aned”. E’ quanto afferma la consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo.

Un duro colpo alla gestione della patologia

Che aggiunge: “Scandaloso che i pazienti dializzati della provincia di Cosenza siano abbandonati a loro stessi. La volontà di trasformare i centri Cad, strutture che possono contare sulla presenza del medico nefrologo garantendo assistenza adeguata e continua ai pazienti, in Centri Cal, ambulatori senza la presenza del medico specialista, è un duro colpo per la gestione della patologia e sta destando preoccupazione e smarrimento sia nei malati che nelle famiglie. No a questo declassamento che, specialmente nelle zone disagiate distanti dagli ospedali più performanti, suona come un vero e proprio colpo di grazia. Si tagli sulle spese inutili e non sulla pelle dei cittadini. Non è declassando e depotenziando che si aggiusta la medicina di prossimità o si rende sufficiente il numero di specialisti per i pazienti in cura nelle nostre strutture. Torno a ribadire che se i medici non si trovano è anche per la difficoltà che hanno in Calabria di conseguire i naturali scatti di carriera e di ottenere un compenso adeguato alle proprie mansioni”.

L’audizione della Commissione

Dice ancora Madeo: “Pertanto ribadisco che in considerazione dei numerosi problemi fisici e clinici legati al trattamento, nonché l’impatto psicologico su quella che è la normale scansione delle giornate, trasformare i Centri dialisi ad assistenza decentrati in semplici Centri ad assistenza limitata significa privare i pazienti dializzati di quel diritto alla salute sancito chiaramente dalla nostra Costituzione. Importante che il coordinatore nazionale Aned, il dottor Pasquale Scarmozzino, venga ascoltato in Commissione Sanità affinché possa dare tutte le delucidazioni necessarie. Perché se è vero che la regione prevede che possano sorgere nuovi Centri dialisi ad assistenza limitata, non è altresì minimamente previsto il depotenziamento di quelli già esistenti. La chiarezza e la salute prima di tutto”.

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