3 Ottobre 2026
3 Ottobre 2026
spot_img

Anziani e non autosufficienza, Brutto sicuro: “Una nuova stagione della sanità territoriale anche in Calabria”

Il presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale sottolinea: "C'è l'opportunità di rafforzare l'assistenza di prossimità e portare i servizi più vicino ai cittadini, soprattutto ai deboli"

spot_img
spot_img

“Il Governo Meloni compie una scelta importante per milioni di anziani e per le loro famiglie. Il nuovo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza, con oltre un miliardo e mezzo di euro di risorse, segna un cambio di passo nel modo di affrontare l’invecchiamento della popolazione”. È quanto afferma Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, commentando l’approvazione del Piano da parte del Governo.

Cambiare la logica

Dice ancora Brutto: “Per troppo tempo una persona anziana, soprattutto quando diventa fragile e non autosufficiente, è stata costretta a muoversi tra uffici, documenti e servizi diversi per ottenere l’assistenza di cui aveva bisogno. L’obiettivo del nuovo modello è cambiare questa logica: mettere la persona al centro e costruire intorno a lei un percorso di cura personalizzato”. Un ruolo centrale sarà svolto dai Punti Unici di Accesso, collegati alle Case della Comunità e alla nuova organizzazione della sanità territoriale. “Il PUA può rappresentare una vera porta di ingresso ai servizi. L’anziano e la sua famiglia devono poter trovare un interlocutore capace di orientarli, valutare i bisogni e costruire un progetto assistenziale individualizzato, con particolare attenzione all’assistenza domiciliare. È una semplificazione concreta che può cambiare la vita quotidiana di tante famiglie”, aggiunge Brutto.

Il Pnrr e le Case della Comunità

Per il quale la sfida riguarda direttamente anche la Calabria: “La nostra regione deve essere protagonista di questa trasformazione. Il Pnrr e la nuova organizzazione delle Case della Comunità ci offrono l’opportunità di rafforzare la sanità di prossimità e portare i servizi più vicino ai cittadini, soprattutto agli anziani e alle persone fragili. Non parliamo soltanto di una riforma sanitaria – conclude Brutto – ma di una scelta politica e sociale che riguarda la dignità delle persone. Una sanità moderna deve essere capace non solo di curare, ma di accompagnare. Meno burocrazia, più assistenza domiciliare, più integrazione tra servizi sanitari e sociali: è questa la direzione nella quale dobbiamo andare per costruire un sistema più vicino alle persone e più adeguato all’Italia che cambia”.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor