1 Luglio 2026
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Asp Catanzaro, Battistini replica ad Alecci sulla fuga del personale sanitario: “Vicenda ricostruita in modo non aderente alla realtà”

Il commissario straordinario dell'Asp di Catanzaro controbatte riguardo la vicenda della neuropsicomotricista in servizio a Soverato. "Diverse lamentele sulla professionalità", afferma

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Il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, interviene con una nota per rispondere alle dichiarazioni del consigliere regionale Ernesto Alecci sulla vicenda di una neuropsicomotricista assunta a tempo determinato nella sede di Soverato.

“Dispiace constatare che il consigliere regionale Ernesto Alecci abbia scelto di farsi portavoce di una vicenda che, evidentemente, non conosce nella sua reale consistenza. Prima di formulare accuse e parlare di propaganda, sarebbe opportuno approfondire i fatti e verificarne la fondatezza”, afferma Battistini.

“La professionista non è tornata in Lombardia”

Secondo il commissario, la ricostruzione diffusa dal consigliere regionale non corrisponderebbe ai fatti. “La professionista citata da Alecci, una neuropsicomotricista assunta dall’Asp di Catanzaro con un contratto a tempo determinato presso la sede di Soverato, non è affatto rientrata dalla Lombardia per poi tornarvi a causa della presunta mancanza di attrezzature. La ricostruzione diffusa è, semplicemente, non aderente alla realtà”.

Battistini spiega che la dottoressa aveva partecipato all’avviso pubblico con l’obiettivo di avvicinarsi a Catanzaro, città nella quale risiede, e che nel corso dell’esperienza lavorativa sarebbero emerse “criticità organizzative e professionali” estranee alla disponibilità di strumenti o attrezzature.

Le criticità evidenziate dall’Asp

Nella nota, il commissario riferisce che la professionista “non intendeva seguire casi particolarmente complessi” e che per questo sarebbe stata destinataria di un ordine di servizio. Battistini aggiunge inoltre che “diversi genitori si sono lamentati della sua professionalità e hanno formalmente richiesto un cambio del terapista incaricato”.

Secondo quanto riportato dall’Asp, alla dipendente sarebbero stati concessi numerosi permessi, richiesti con frequenza e spesso in prossimità dei fine settimana. “Nel 2026, da gennaio a maggio, la dottoressa ha lavorato 65 giorni su 103“, evidenzia ancora il commissario.

La richiesta di trasferimento e il rientro a Reggio Calabria

Battistini spiega inoltre che la professionista avrebbe presentato più richieste di trasferimento nella sede di Catanzaro, facendo riferimento anche a presunti motivi di salute. “L’istanza non ha potuto trovare accoglimento poiché le esigenze assistenziali dell’Azienda imponevano la permanenza del servizio nella sede di Soverato”. Il commissario precisa infine che la dottoressa “ha scelto di rientrare a Reggio Calabria, e non in Lombardia come erroneamente riportato, verosimilmente in attesa di eventuali future opportunità lavorative a tempo indeterminato a Catanzaro”.

“Il confronto politico si basi sui fatti”

Nella parte conclusiva della nota, Battistini respinge gli attacchi rivolti all’operato della sanità regionale. “Per queste ragioni, appare del tutto strumentale utilizzare questa vicenda per sferrare attacchi al governo regionale. La sanità calabrese continua certamente a confrontarsi con criticità stratificate in decenni, ma è altrettanto vero che negli ultimi anni è stato avviato un percorso di riforma e rilancio che sta letteralmente cambiando il verso della sanità in Calabria, con risultati riconosciuti anche a livello nazionale”.

“Il dibattito pubblico è sempre legittimo e il confronto politico è sacrosanto. Ma entrambi devono fondarsi sulla verità dei fatti e non su ricostruzioni approssimative o, peggio, su narrazioni funzionali soltanto alla polemica politica del momento”, conclude il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro.

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