L’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria ha sottoscritto l’atto definitivo per l’acquisizione del complesso immobiliare dei Padri Monfortani, situato nell’area di Parco Caserta. Il sito ospiterà il futuro Campus Universitario del Mediterraneo, uno dei principali interventi di sviluppo programmati dall’Ateneo. A firmare l’accordo sono stati il rettore, Giuseppe Zimbalatti, e il rappresentante dell’Ente Ecclesiastico Provincia Italiana Missionari Monfortani, padre Angelo Sorti.
Un progetto per rigenerare un’area strategica della città
Con l’acquisizione del complesso, l’Università entra in possesso di un’area di particolare valore storico e sociale per Reggio Calabria. L’obiettivo dichiarato è avviare un intervento di rigenerazione urbana, architettonica e funzionale, trasformando il sito in un moderno polo universitario aperto alla città.
L’operazione rientra nel piano di potenziamento dei servizi destinati agli studenti e sarà sostenuta da un finanziamento di 4 milioni di euro, previsto dalla Legge di Bilancio 2025-2027. Le risorse sono state stanziate su iniziativa dell’allora deputato, oggi sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro.
Il Campus Universitario del Mediterraneo
Il nuovo Campus sarà progettato come uno spazio multifunzionale e interdisciplinare, pensato per favorire l’incontro tra culture diverse e rafforzare il dialogo tra l’Europa e i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La struttura sarà destinata ad accogliere studenti italiani e internazionali, con particolare attenzione ai giovani provenienti dall’area mediterranea e da contesti segnati da crisi umanitarie, offrendo residenze e servizi dedicati.
Le parole del rettore Giuseppe Zimbalatti
“Il Campus Universitario del Mediterraneo nasce con una forte ambizione internazionale: vogliamo che sia un luogo vivo di contaminazione culturale, un’infrastruttura d’eccellenza dove il sapere incontra la solidarietà e l’inclusione”, ha dichiarato il rettore Giuseppe Zimbalatti.
“Offriremo ai nostri studenti, e in particolare ai giovani che provengono da aree svantaggiate o da contesti di crisi nel Mediterraneo, una casa comune e servizi all’avanguardia. Al contempo restituiremo alla città uno spazio urbano interamente rigenerato, un polo aperto e pulsante che valorizzerà l’intera Reggio Calabria, proiettandola come capitale di cooperazione, ricerca e formazione nel cuore del bacino geopolitico mediterraneo”, ha concluso il rettore.










