1 Luglio 2026
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Sanità territoriale, la Calabria accelera: “Case di comunità già operative, il Pnrr è in regola”

La Regione rivendica il rispetto di tutte le scadenze europee e annuncia il potenziamento della rete. Da Vibo a Catanzaro fino a Crotone: più servizi sul territorio, meno pressione sugli ospedali

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La Regione Calabria centra gli obiettivi comunitari legati alla riorganizzazione della medicina del territorio e accelera sulla messa in funzione delle nuove strutture sanitarie. Nel corso di un convegno dedicato alla sanità territoriale svoltosi a Catanzaro e promosso dal sindacato Cisl, il direttore generale del dipartimento Salute della Regione Calabria, Ernesto Esposito, ha delineato la fisionomia e la funzione strategica dei nuovi presidi sanitari dislocati nelle cinque province.

“Le Case di comunità non saranno più semplici poliambulatori, ma il punto di riferimento del territorio, dove il cittadino troverà accoglienza e una presa in carico complessiva del proprio fabbisogno sanitario”. Rispondendo alle domande a margine dell’incontro, il direttore generale del dipartimento Salute ha voluto rimarcare l’allineamento dell’amministrazione regionale con i severi cronoprogrammi stabiliti a livello nazionale ed europeo, sottolineando che “la Regione ha rispettato tutte le scadenze del Pnrr e ha già sottoscritto l’accordo con i medici di medicina generale e i pediatri per il loro involvement nelle Case di comunità”.

La pianificazione delle Asp di Catanzaro e Vibo Valentia

I dettagli operativi e lo stato di avanzamento dei singoli progetti locali sono stati analizzati dai vertici delle aziende sanitarie provinciali presenti all’evento. Per quanto riguarda l’area centrale della regione, il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, ha confermato la regolarità delle procedure amministrative necessarie per l’avvio della rete assistenziale. “Abbiamo adottato tutte le delibere previste – ha detto – e stiamo definendo la roadmap per rendere pienamente operative le strutture, coinvolgendo medici di famiglia, terzo settore e specialisti, così da rafforzare la medicina di prossimità e riservare i Pronto soccorso alle sole emergenze”.

Sul fronte del territorio vibonese, i dati indicano un consolidamento della rete dei presidi assistenziali già attivi. Secondo la relazione presentata dal commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito, “le cinque Case di comunità previste sono già operative e presto diventeranno sei, quindi una in più. Non devono essere considerate strutture di serie B, ma il luogo in cui il cittadino trova una presa in carico completa grazie al lavoro in équipe e alla piena integrazione con l’ospedale”.

Innovazione tecnologica e presa in carico a Crotone

L’attenzione dei manager sanitari si è concentrata anche sui pilastri tecnologici che dovranno supportare la riforma della medicina generale, a partire dalle prestazioni collegate alla sanità digitale. Il direttore generale dell’Asp di Crotone, Antonio Graziano, ha infine evidenziato che “prevenzione, prossimità e innovazione rappresentano i pilastri della nuova sanità. Le Case di comunità, insieme alla telemedicina, consentiranno di spostare le informazioni e non i pazienti, mettendo davvero al centro la persona e garantendo risposte concrete lungo tutto il percorso di cura”.

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