20 Luglio 2026
20 Luglio 2026
spot_img

Azienda Zero e 118: “La sanità calabrese non può essere amministrata con logiche privatistiche”

Il Sindacato generale di base non le manda a dire: "Basta decisioni calate dall'alto e sigle sindacali che se ne stanno in silenzio"

spot_img
spot_img

L’SGB (Sindacato generale di base) esprime “la propria ferma contrarietà all’ennesima riorganizzazione del sistema dell’emergenza -urgenza in Calabria che trasferisce il servizio 118 sotto la gestione di Azienda Zero. La nostra posizione come organizzazione sindacale è chiara: la sanità pubblica deve restare saldamente governata nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori, non secondo modelli manageriali che rischiano di privilegiare logiche aziendalistiche rispetto al diritto costituzionale alla salute. Ci viene raccontato che centralizzare significhi automaticamente migliorare i servizi. La realtà, però, insegna che negli ultimi anni i cittadini calabresi hanno continuato a subire carenze di personale, tempi di soccorso spesso incompatibili con un sistema efficiente, pronto soccorso in sofferenza e territori progressivamente impoveriti di servizi essenziali”.

Le domande del sindacato

Pertanto SGB si chiede: “Quali garanzie avranno i lavoratori del 118; quale sarà il destino delle postazioni territoriali; chi risponderà delle eventuali criticità operative; quale controllo democratico resterà su un servizio essenziale per la vita delle persone. La salute non è un’azienda. Il 118 non può essere trattato come un centro di costo da razionalizzare, ma come un servizio pubblico fondamentale che necessita di investimenti, personale stabile, formazione continua e programmazione seria. Ancora più grave è il silenzio di quelle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto accordi senza aprire un vero confronto con i lavoratori. Chi firma qualsiasi riforma senza pretendere garanzie occupazionali, investimenti concreti e trasparenza amministrativa finisce inevitabilmente per assumersi una pesante responsabilità politica e sindacale. Troppo spesso assistiamo a una concertazione che si traduce in una semplice ratifica delle decisioni già assunte dalle istituzioni, mentre i lavoratori vengono informati a giochi fatti. Questo non è il ruolo che dovrebbe avere un sindacato. L’SGB continuerà invece a stare dalla parte degli operatori sanitari, degli autisti soccorritori, degli infermieri, dei medici e dei cittadini che ogni giorno vivono sulla propria pelle le difficoltà del sistema dell’emergenza. Chiediamo che ogni processo di riorganizzazione sia accompagnato da: un piano straordinario di assunzioni; il rafforzamento delle postazioni territoriali; investimenti reali sui mezzi e sulle tecnologie; piena trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche; confronto vero con i rappresentanti dei lavoratori. La sanità pubblica non si salva cambiando il nome dell’ente che la gestisce, ma restituendo dignità ai lavoratori e garantendo ai cittadini un servizio efficiente, universale e realmente pubblico. “La salute è un diritto, non un business. Il 118 appartiene ai cittadini, non alle logiche della governance aziendalistica.”

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor