Si apre un nuovo fronte di polemica sulla gestione del Campo Sportivo Comunale “Vincenzo Tucci” di Pizzo. La ASD Città di Pizzo sostiene di essere stata costretta a sottoscrivere un accordo “alla cieca” per evitare l’interruzione dell’attività sportiva dei propri giovani tesserati, annunciando contestualmente di aver trasmesso un articolato esposto a Prefettura di Vibo Valentia, ANAC e Procura regionale della Corte dei Conti.
L’associazione precisa che le proprie contestazioni si fondano sulla documentazione acquisita attraverso un ricorso al TAR e successive richieste di accesso agli atti.
Le contestazioni sulle tariffe e sulla convenzione
Secondo quanto sostenuto dalla ASD Città di Pizzo, l’Ufficio Tecnico comunale e la società concessionaria avrebbero motivato la richiesta di sottoscrizione dell’accordo facendo riferimento all’assenza di tariffe formalmente approvate.
Una ricostruzione che l’associazione contesta, richiamando quanto previsto dall’articolo 4 della convenzione sottoscritta nel gennaio 2024, secondo cui, a suo dire, le tariffe applicabili sarebbero quelle già in vigore al momento della stipula dell’accordo tra Comune e concessionario.
La presunta morosità del concessionario
Tra gli aspetti evidenziati nell’esposto figura anche la posizione economica del concessionario.
L’associazione sostiene che dalla documentazione acquisita emergerebbe il mancato versamento del canone concessorio dovuto al Comune a partire dal dicembre 2023. Sempre secondo la ricostruzione della ASD Città di Pizzo, nonostante un sollecito inviato dall’Ente nel 2025, non sarebbe stata avviata alcuna procedura di revoca della concessione per presunto inadempimento.
Si tratta di circostanze contenute nell’esposto dell’associazione e che saranno eventualmente oggetto delle verifiche delle autorità competenti.
“Abbiamo firmato per non fermare l’attività dei ragazzi”
La società sportiva parla apertamente di una scelta obbligata.
“Siamo stati posti davanti a un ricatto morale: firmare un accordo senza conoscere pienamente il quadro amministrativo oppure interrompere l’attività dei nostri ragazzi”, affermano i rappresentanti della ASD Città di Pizzo, ricordando episodi nei quali, secondo quanto riferiscono, l’accesso all’impianto sarebbe stato impedito con i cancelli chiusi.
L’associazione evidenzia inoltre che la convenzione fisserebbe in 1.500 euro annui il canone dovuto dal concessionario al Comune e richiama una clausola che, a suo dire, vieterebbe l’utilizzo dell’impianto a fini di lucro.
Gli atti trasmessi alle autorità competenti
L’intero fascicolo, composto dalla convenzione, dalla documentazione acquisita e dalle contestazioni formulate dall’associazione, è stato trasmesso alla Prefettura di Vibo Valentia, all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Saranno ora gli organi competenti a valutare i contenuti dell’esposto e ad accertare l’eventuale sussistenza delle irregolarità denunciate.
Al momento non risultano note eventuali repliche del Comune di Pizzo o della società concessionaria in merito alle contestazioni formulate dalla ASD Città di Pizzo.












