La gestione del personale e la valorizzazione professionale all’interno dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza innescano una durissima vertenza sindacale. L’Unione Sindacale di Base (Usb) della provincia bruzia ha sollevato un caso formale circa l’iter delle progressioni verticali e i passaggi tra le aree, parlando apertamente di una gestione asimmetrica dei bandi che penalizzerebbe le fasce di lavoratori più esposte. Al centro della contestazione vi è il differente binario di velocità impresso alle procedure nate in modo congiunto alla fine dello scorso anno, una condotta che secondo l’organizzazione sindacale sta minando i principi di equità e trasparenza amministrativa.
La confederazione provinciale ha espresso tutta la propria fermezza rispetto alle attuali dinamiche interne all’ente sanitario: “La gestione delle progressioni verticali per i passaggi tra le aree all’interno dell’ASP di Cosenza sta assumendo contorni inaccettabili, delineando una gravissima ed evidente disparità di trattamento tra lavoratori e lavoratrici. È giunto il momento di scardinare le ataviche e consuetudinarie prassi che generano figli e figliastri tra le fila dei dipendenti pubblici e, nello specifico, quelli Asp Cosenza, dove le procedure avanzano spedite o si inceppano a seconda delle categorie o dei corridoi di riferimento. Per l’Unione Sindacale di Base, le lavoratrici e i lavoratori hanno gli stessi diritti e i percorsi di valorizzazione professionale devono essere improntati alla massima trasparenza ed equità”.
Le anomalie nei transiti tra le aree e il quadro normativo violato
Il focus della polemica investe la presunta disparità d’azione tra le ex Categorie C, destinate all’area dei professionisti, e le ex Categorie B, dirette all’area degli assistenti. Secondo la ricostruzione sindacale, l’Asp di Cosenza avrebbe concluso rapidamente e per soli titoli la procedura per i livelli superiori, omettendo però i colloqui d’aula previsti dai regolamenti e congelando del tutto l’avanzamento dei lavoratori dei livelli inferiori, contravvenendo così alle disposizioni transitorie del testo unico sul pubblico impiego e alle direttive Aran.
La nota dei rappresentanti dei lavoratori elenca le specifiche violazioni di legge e di contratto riscontrate nell’analisi degli atti aziendali: “I fatti parlano chiaro. Dalla fine dello scorso anno sono state avviate le selezioni interne per le progressioni tra le aree, distinguendo tra i passaggi dedicati agli operatori verso l’area degli assistenti (Ex Categoria B) e quelli per il transito verso l’area dei professionisti (Ex Categoria C). Le disposizioni per le procedure avviate nel 2025 sono chiaramente quelle del CCNL 2019-2021 comparto sanità. A fronte di un quadro normativo condiviso e di procedure nate nello stesso momento, l’ASP di Cosenza ha scelto di operare con due pesi e due misure. Recentemente l’Azienda ha infatti scelto di portare avanti con celerità e concludere la procedura per le Categorie C, sebbene l’approvazione di quella graduatoria risulti viziata e in palese contrasto con i regolamenti interni, non avendo previsto alcuna prova selettiva teorico-pratica o colloquio orale ma procedendo solo per titoli. Al contrario, l’Azienda ha totalmente omesso e congelato l’espletamento delle procedure destinate alle Categorie B, ignorando i legittimi diritti dei lavoratori più esposti e lo stesso rinnovo del CCNL comparto sanità 2022-2024 che all’articolo 24 indica che le procedure già avviate devono essere espletate con le disposizioni previgenti, cioè secondo i requisiti dei bandi originari. Questa condotta omissiva calpesta l’art. 52 comma 1 bis del D.Lgs. 165/2001, le regole di comportamento del CCNL Comparto Sanità e le chiare indicazioni dell’ARAN in materia di progressioni. Non tollereremo che le carriere del personale vengano regolate con parzialità o forzature che richiamano vecchie logiche del passato, come le anomale progressioni “con salto di categoria” già viste negli anni scorsi direttamente da Cat. B a Cat. D. In particolare quelle espletate “per saltum” nel novembre del 2020″.
L’ultimatum all’Asp: pronta l’impugnazione degli atti in sede legale
Di fronte al silenzio dei vertici aziendali, l’Unione Sindacale di Base ha rotto gli indugi e ha formalizzato un formale atto di messa in mora stragiudiziale indirizzato alla direzione generale dell’Azienda Sanitaria Cosenza. I termini fissati per un riscontro sono estremamente serrati: la dirigenza avrà cinque giorni di tempo per convocare le parti, sbloccare i concorsi interni e congelare l’applicazione dei nuovi contratti collettivi nazionali per i profili arretrati.
I sindacati si dicono pronti a trasferire la battaglia dalle aule dell’ente a quelle del tribunale in caso di mancato accordo nel breve periodo. La segreteria provinciale della sigla autonoma conclude tracciando la linea di fermezza per i prossimi giorni: “L’USB di Cosenza ha formalizzato nei giorni scorsi una diffida stragiudiziale e messa in mora nei confronti dell’ASP di Cosenza. Si attendono risposte entro e non oltre cinque giorni, al fine di: avere un incontro per le vie brevi e discutere di quella che sarebbe una vera e propria disparità di trattamento e una condotta omissiva; l’avanzamento immediato delle procedure per le progressioni delle ex cat. B avviate nel 2025; il congelamento di eventuali nuovi iter che l’amministrazione intende avviare per una nuova progressione secondo le disposizioni del nuovo CCNL comparto sanità per le ex categorie B. In assenza di un riscontro immediato entro i termini diffidati, USB procederà senza esitazione a impugnare gli ultimi provvedimenti aziendali nelle sedi competenti, richiedendone la sospensione degli effetti economici e giuridici a tutela dei diritti e dell’equità di tutto il personale dipendente. Diritti e dignità all’insegna del merito e dell’equità per tutti i dipendenti ASP, nessuno escluso”.










