Lo stallo procedurale che blocca la realizzazione della Casa di Comunità ad Isola Capo Rizzuto riaccende la polemica sulla sanità in Calabria. A riaprire la questione è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, che giudica insufficienti le spiegazioni fornite dall’esecutivo regionale a seguito di una sua specifica interrogazione. Al centro della contestazione vi sono le incertezze sui tempi di completamento dell’opera e sul reale rischio di definanziamento delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Le criticità amministrative e il nodo delle risorse Pnrr
L’analisi dell’esponente di opposizione parte dall’esame dei riscontri ufficiali inviati dagli uffici della Cittadella, considerati evasivi rispetto ai dubbi sollevati sull’iter procedurale dell’infrastruttura.
“La risposta della Regione alla mia interrogazione in cui chiedevo conto delle criticità relative alla situazione di stallo nella realizzazione della Casa della Comunità di Isola Capo Rizzuto non scioglie assolutamente i dubbi e gli interrogativi sollevati, ma conferma evidentemente la necessità di un ulteriore chiarimento puntuale e definitivo. A fronte di una vicenda che riguarda un’infrastruttura sanitaria essenziale per il territorio, il governo regionale non fornisce ancora, infatti, risposte sufficienti né sulle criticità amministrative emerse né sui tempi reali e sulle risorse utili per il recupero dell’intervento e la finalizzazione dell’opera”, dichiara Ernesto Alecci.
“La Regione sostiene di avere avviato una ricognizione dell’iter amministrativo e di avere richiesto gli elementi necessari per ricostruire la vicenda. Tuttavia, non chiarisce quali siano esattamente le incongruenze segnalate e, soprattutto, entro quale termine si intenda assumere una decisione definitiva sul futuro dell’opera. La Regione, in questioni così importanti e delicate, non può limitarsi a “gettare il pallone in tribuna” e rinviare a ulteriori interlocuzioni. Se intende davvero salvaguardare la realizzazione dell’opera, deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo di coordinamento e di regia del sistema sanitario territoriale. La Giunta regionale ha affermato, inoltre, che le risorse PNRR destinate all’intervento non sarebbero automaticamente perse e che non ricorrerebbe, allo stato, la necessità di individuare fonti sostitutive. Eppure non ha chiarito quale sia l’effettiva posizione dell’intervento nel programma, quali siano i termini ancora utilizzabili e quale soluzione sarebbe adottata qualora il finanziamento non fosse più concretamente spendibile”, aggiunge il consiglieri regionale del Pd.
La richiesta di un tavolo di confronto e di un cronoprogramma
Per superare l’attuale fase di blocco, Alecci sollecita l’istituzione immediata di una sede di concertazione istituzionale tra tutti i soggetti coinvolti nella programmazione e nell’esecuzione dei lavori.
“Chiedo, pertanto, alla Giunta regionale di assumere un impegno formale e confermare l’intervento di Isola Capo Rizzuto all’interno della programmazione sanitaria territoriale della Calabria. Non basta dire che proseguiranno le interlocuzioni con l’ASP di Crotone e con il Comune. Occorre indicare un obiettivo, un percorso e una data certa. Potrebbe essere altresì utile attivare un tavolo formale tra Regione, ASP di Crotone e Comune, nel quale vengano assunti impegni e stilato un cronoprogramma verificabile. Alla comunità del territorio non interessano polemiche o dietrologie su cavilli burocratici, i cittadini chiedono che un intervento sanitario già programmato non venga più rinviato o addirittura cancellato. Un’intera area, tra l’altro ad alta densità turistica, non può essere “espulsa” dalla programmazione sanitaria territoriale per ritardi amministrativi che nessuno ha ancora spiegato in modo trasparente”, conclude il capogruppo dem.












