31 Agosto 2026
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Chirurgia ad alta complessità al GOM di Reggio Calabria per due pazienti anziani con patologie a rischio

L'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia diretta dal dottor Giuseppe Calabrò porta a termine con successo due operazioni ad altissimo rischio su una ultracentenaria e un ultraottantenne politraumatizzato.

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La chirurgia ortopedica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria firma due successi clinici durante il periodo estivo, confermando l’elevata capacità di risposta della struttura di fronte a casi ad altissima complessità traumatologica ed epidemiologica. La struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia, guidata dal dottor Giuseppe Calabrò, ha portato a termine due delicati interventi su pazienti in età avanzata affetti da gravi lesioni, evidenziando l’efficacia dei percorsi integrati di assistenza e la sinergia tra i diversi reparti del presidio reggino.

L’intervento di Ferragosto su una paziente di 102 anni

Il primo caso clinico ad alta criticità ha riguardato una donna di 102 anni giunta al pronto soccorso del G.O.M. con una diagnosi di frattura periprotesica del femore. Nella giornata del 15 agosto, nonostante la notevole pressione assistenziale legata all’afflusso estivo di pazienti traumatizzati, i medici sono intervenuti tempestivamente. L’equipe chirurgica ha eseguito l’asportazione della precedente protesi, posizionando un nuovo impianto da revisione associato a osteosintesi con placca dedicata, cerchiaggi e viti.

L’operazione è stata condotta dal primo operatore dottor Sebastiano Barreca, affiancato dall’aiuto dottor Mariano Ventra, dall’anestesista dottor Francesco Vaccaro, dall’infermiera di anestesia dottoressa Rita Ranieri, dalla strumentista dottoressa Gisella Martino, dall’infermiere di sala dottor Fabio Silia e dal tecnico di radiologia dottor Gaetano Micalizzi. Al termine dell’intervento la centenaria è rientrata direttamente in reparto senza necessità di fermo in terapia intensiva e, a seguito della presa in carico fisiatrica curata dal dottor Vincenzo Polimeni della struttura di Recupero e Riabilitazione, è potuta tornare al proprio domicilio a soli cinque giorni dall’operazione.

La gestione del politrauma grave nell’anziano

Il secondo intervento ha visto impegnati gli specialisti del G.O.M. sul quadro clinico di un paziente ultraottantenne affetto da un politrauma di estrema gravità, caratterizzato da una frattura acetabolare da sfondamento complicata da embolia polmonare e trombosi venosa profonda. Una volta ottenuta la stabilizzazione dei parametri vitali del paziente, la squadra medica è entrata in azione per risolvere la lesione in un unico tempo operatorio.

L’equipe, formata dal dottor Giuseppe Calabrò come primo operatore, dal dottor Michele Biasi quale aiuto, dalla dottoressa Pasqualina Gatto in qualità di anestesista, dal dottor Fortunato Quattrone per l’anestesia, dalla strumentista dottoressa Gisella Martino e dall’infermiere di sala dottor Andrea Marino, ha proceduto all’impianto diretto di un’artroprotesi con cotile da revisione e viti. La scelta strategica dei chirurghi ha evitato al paziente il doppio passaggio operatorio tradizionalmente previsto in questi casi, riducendo sensibilmente i rischi legati alla degenza prolungata.

L’efficacia del modello multidisciplinare del G.O.M.

I due casi trattati nel presidio reggino confermano la capacità della struttura ospedaliera di affrontare regolarmente quadri clinici complessi, sia per la fragilità legata all’età anagrafica dei degenti, sia per la gravità intrinseca dei traumi riportati. L’esito positivo delle procedure chirurgiche rappresenta un traguardo di rilievo per la sanità territoriale, reso possibile dal coordinamento costante tra il personale sanitario, i servizi di riabilitazione e la rete di supporto familiare dei pazienti.

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