7 Novembre 2026
7 Novembre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Disabilità gravissime, la Regione dà più tempo alle famiglie: domande prorogate di almeno 20 giorni

Più tempo per presentare le domande degli assegni di cura. L'assessore Straface: "Le certificazioni devono essere rilasciate esclusivamente dalla sanità pubblica"

Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

Più tempo per presentare le domande e nessun costo aggiuntivo a carico delle famiglie. La Regione Calabria interviene sulle criticità emerse nella procedura per l’accesso agli assegni di cura destinati alle persone con disabilità gravissima, disponendo un’ulteriore proroga di almeno 20 giorni per la presentazione delle istanze. Ad annunciarlo è l’assessore regionale alle Politiche Sociali e al Welfare, Pasqualina Straface, che ha richiamato le Aziende sanitarie provinciali alla necessità di garantire tempi rapidi per il rilascio delle certificazioni richieste. Nel mirino anche alcune indicazioni che avrebbero indirizzato le famiglie verso visite specialistiche a pagamento o in regime di intramoenia: una possibilità definita dall’assessore “inammissibile e intollerabile”.

Assegni di cura, altri 20 giorni per presentare le domande

La proroga nasce dalle difficoltà registrate in diversi territori calabresi, dove i tempi di prenotazione presso alcune Asp per ottenere le certificazioni sanitarie necessarie rischiavano di superare le scadenze previste dagli avvisi pubblici. Per evitare che ritardi amministrativi e sanitari si traducano nella perdita di un sostegno economico, l’assessorato regionale ha disposto un’estensione dei termini di almeno 20 giorni. Saranno gli Ambiti territoriali sociali (Ats) a recepire formalmente la decisione attraverso i rispettivi bandi.

Una precisazione importante riguarda le domande già presentate: le istanze depositate restano valide ed efficaci. Inoltre, eventuali documenti mancanti potranno essere integrati attraverso il meccanismo del soccorso istruttorio, evitando che carenze documentali sanabili comportino l’esclusione delle famiglie. “Per venire incontro alle famiglie e consentire a tutti gli aventi diritto di completare la documentazione senza alcuna pressione”, l’assessorato ha quindi scelto di concedere ulteriore tempo, ha spiegato Straface.

Straface: “Inammissibili le visite a pagamento e in intramoenia”

Il punto più delicato riguarda il rilascio delle certificazioni sanitarie. L’assessore ha contestato alcune indicazioni che, in determinati territori, avrebbero suggerito ai cittadini di ricorrere a prestazioni private o all’attività libero-professionale intramoenia per ottenere la documentazione necessaria. Una prassi che la Regione respinge senza riserve. “Il certificato necessario per accedere alla misura deve essere rilasciato rigorosamente da strutture e medici pubblici nell’esercizio dell’attività istituzionale”, ha ribadito Straface. L’esponente della Giunta regionale ha sottolineato che non è accettabile chiedere alle famiglie di sostenere spese per un adempimento che deve essere garantito dal servizio sanitario pubblico.

La certificazione specialistica, inoltre, riguarda esclusivamente i nuovi beneficiari dell’assegno di cura. Chi è già inserito nelle precedenti graduatorie e percepisce il contributo non dovrà ripresentare la documentazione, evitando così ulteriori passaggi burocratici. Alle Aziende sanitarie provinciali è stato chiesto di organizzarsi tempestivamente, predisponendo corsie preferenziali per le valutazioni e assicurando un coordinamento più efficace con gli Ambiti territoriali.

Disabilità gravissima, quali patologie rientrano nei requisiti

La certificazione richiesta non riguarda indistintamente tutte le condizioni di invalidità. L’accertamento della disabilità gravissima, secondo i criteri stabiliti dal decreto ministeriale del 26 settembre 2016, richiede una valutazione clinica specifica e riguarda situazioni caratterizzate da un livello particolarmente elevato di compromissione e bisogno assistenziale. Tra gli esempi indicati rientrano gli stati vegetativi, le gravi lesioni spinali e alcune patologie neurologiche irreversibili. Si tratta di condizioni che necessitano di parametri di valutazione differenti rispetto a quelli utilizzati per il riconoscimento dell’invalidità civile ordinaria o dei requisiti previsti dalla Legge 104. Proprio per questa ragione, il ruolo delle commissioni e delle strutture sanitarie pubbliche diventa determinante: le certificazioni devono essere rilasciate correttamente e in tempi compatibili con le procedure per l’accesso ai contributi.

Oltre 14,7 milioni dalla Regione Calabria per le famiglie

La vicenda si inserisce nel quadro degli interventi regionali finanziati attraverso il Fondo nazionale per la non autosufficienza, con riferimento all’annualità 2022. Nei mesi scorsi la Regione Calabria ha trasferito agli Ambiti territoriali sociali risorse per oltre 14,7 milioni di euro, consentendo alla quasi totalità degli Ats di pubblicare gli avvisi per l’erogazione degli assegni di cura. I contributi mensili possono arrivare fino a 1.000 euro per le persone con alto bisogno assistenziale, rappresentando un sostegno concreto per le famiglie impegnate quotidianamente nella cura di persone in condizioni di particolare fragilità.

Straface ha infine richiamato tutti i soggetti coinvolti alla responsabilità istituzionale, annunciando che la Regione continuerà a monitorare l’attuazione delle misure attraverso una Cabina di Regia. “Ci aspettiamo che l’intera filiera istituzionale, sanitaria e sociale dimostri la stessa attenzione e lo stesso senso di responsabilità verso chi soffre”, ha concluso l’assessore. “Nessuna famiglia deve essere lasciata sola, e nessun diritto può essere frenato da lentezze burocratiche o barriere economiche”.

Pubblicità – edilexpocalabria.com
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

LASCIA UN COMMENTO

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor