14 Agosto 2026
14 Agosto 2026
spot_img

Emodinamica in Calabria, Iemma boccia il modello itinerante: “Serve programmazione stabile, non équipe in movimento”

La vicesindaca di Catanzaro e cardiologa Giusy Iemma lancia un allarme sulla proposta della Regione. Tra rischi di frammentazione e sicurezza del paziente, l'appello per una rete hub e spoke strutturale e competenze stabili

spot_img
spot_img
spot_img

La decisione della Regione Calabria di introdurre l’emodinamica itinerante accende un dibattito che va ben oltre la logistica sanitaria.
La prossimità territoriale non può essere considerata, da sola, garanzia di qualità e sicurezza, né può diventare un alibi per rinviare una programmazione sanitaria strutturale.
A lanciare l’allarme è Giusy Iemma, vicesindaca di Catanzaro e cardiologa, che in una nota stampa invita a una riflessione seria sul modello proposto dall’assessorato.
Comprendere l’esigenza di garantire assistenza anche nei territori più periferici e difficili da collegare è doveroso, ma trasferire periodicamente professionisti da un presidio all’altro rischia di generare più problemi di quanti ne risolva. “La mobilità degli specialisti può essere uno strumento temporaneo. Non può diventare il modello organizzativo”.

Emodinamica itinerante, perché la Regione vuole le équipe in movimento

L’idea di portare l’emodinamica nei presidi più lontani nasce dalla necessità di ridurre i tempi di accesso alle cure cardiologiche interventistiche in una regione come la Calabria, segnata da disomogeneità infrastrutturali e collegamenti complessi.
Tuttavia, secondo Iemma, la frammentazione dell’attività può comportare maggiori costi organizzativi e aumentare il rischio di complicanze, proprio per questo i modelli europei e internazionali più avanzati privilegiano la concentrazione delle procedure complesse nei centri ad alti volumi.

I rischi nascosti della frammentazione

Nell’emergenza cardiologica, l’emodinamica richiede équipe stabili, competenze consolidate, adeguati volumi di attività, organizzazione continua e capacità di gestire tempestivamente anche le eventuali complicanze. Non è sufficiente spostare medici e infermieri da una struttura all’altra: “La priorità, pertanto, deve essere rafforzare la rete”.
Una funzione così complessa non può dipendere dalla disponibilità occasionale di pochi professionisti costretti a spostarsi continuamente. “Perché una funzione complessa come l’emodinamica – spiega – non può dipendere dalla disponibilità occasionale di pochi professionisti costretti a spostarsi continuamente da una struttura all’altra”.

Hub e spoke, la ricetta per una rete cardiovascolare sicura

La Calabria, a detta della vicesindaca di Catanzaro, ha bisogno di una programmazione stabile della cardiologia interventistica, capace di definire con chiarezza il ruolo dei diversi presidi e di valorizzare le professionalità già presenti. Servono una chiara organizzazione dei rapporti tra Hub e Spoke, una verifica dei volumi di attività, una ricognizione reale del fabbisogno di personale e un piano concreto per il reclutamento, la formazione e la stabilizzazione degli specialisti.
“La vera sfida, infatti, non è spostare le competenze dove mancano, ma creare le condizioni perché le competenze necessarie siano stabilmente presenti nei centri che devono garantire quella funzione.”

Il monito di Iemma: “Al centro deve esserci il paziente”

Da cardiologa e da amministratrice, Iemma è convinta che ogni scelta debba partire dal paziente. Chi viene colpito da un infarto non può dipendere dalla presenza occasionale di un’équipe: deve poter contare su una rete organizzata, competente e sicura. “È su questo che chiediamo alla Regione Calabria una programmazione trasparente, verificabile e di lungo periodo: non più soluzioni organizzative utilizzate per compensare indefinitamente le carenze del sistema, ma una rete integrata, con competenze adeguate e responsabilità definite, capace di garantire ai cittadini la stessa qualità dell’assistenza in ogni area della regione”.
E conclude con fermezza: “Al centro deve esserci il paziente. Sempre. E intorno al paziente una rete stabile, competente e sicura.”

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor