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10 Maggio 2026
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Quartiere Lido a Catanzaro senza guardia medica a novembre: “Emergenza che può diventare cronica”

I consiglieri comunali del Pd e di Catanzaro al Centro chiedono l’intervento del Commissario Occhiuto per garantire la continuità assistenziale nel quartiere più popoloso della città: “Servono interventi strutturali”

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Preoccupazione crescente nel quartiere Lido a Catanzaro per la mancanza dei turni di guardia medica nel mese di novembre. La notizia, diffusa dall’Asp di Catanzaro, conferma l’impossibilità di garantire la continuità assistenziale nel presidio sanitario del quartiere costiero, a causa della carenza di medici disponibili ad assumere gli incarichi.  La criticità, già emersa nei mesi scorsi in altre zone del capoluogo, ora colpisce anche uno dei bacini più popolosi della città, con possibili ripercussioni sull’intero sistema sanitario locale.

L’allarme dei consiglieri comunali

I consiglieri comunali Igea Caviano e Gregorio Buccolieri (Pd) insieme ad Antonio Barberio (Catanzaro al Centro) hanno espresso forte preoccupazione per la situazione, definendola “un’emergenza che rischia di diventare cronica”.  “L’impossibilità di disporre di un presidio assistenziale di base per una parte così ampia della città – spiegano – impone un’analisi seria e soluzioni immediate. È inaccettabile che i cittadini debbano rassegnarsi a un disservizio che finirà per gravare ulteriormente sui pronto soccorso già congestionati”.

Sanità territoriale da rafforzare

Secondo i consiglieri, il problema “va affrontato in modo sistemico e strutturale, intervenendo sul reclutamento dei professionisti sanitari e sulla programmazione dei servizi di prossimità. La mancanza di una rete territoriale efficiente, aggiungono, penalizza anziani e persone fragili, costretti a spostarsi o a rivolgersi a strutture ospedaliere per prestazioni di base.

Appello al commissario Occhiuto

Caviano, Buccolieri e Barberio chiedono un intervento diretto del Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, affinché, “in sinergia con le Asp, vengano individuate soluzioni tecniche e finanziarie immediate. Nessuno deve restare indietro – concludono –. La tutela della salute dei cittadini non può essere sacrificata per carenze organizzative o di personale”.

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