La Conferenza dei Sindaci si è trasformata in un vero e proprio Parlamento della sanità vibonese: 39 sindaci, due commissari, otto sigle sindacali, i Comitati civici San Bruno, Costa degli Dei – Pro Ospedale Tropea, Cittadinanza Attiva, Forum del Terzo Settore, Medical Center, Casa della Carità e perfino il consigliere regionale Vito Pitaro.
Un’adesione massiccia, segno evidente di un territorio stressato, preoccupato e deciso a difendere i propri presidi sanitari.
Il presidente della Conferenza, Salvatore Fortunato Giordano, parla di «un incontro molto partecipato» e di «momenti di giusta tensione», ma anche di un dibattito “vivo e necessario” per riportare al centro il tema dell’assistenza sanitaria, dalla costa all’entroterra.
Tre documenti, un’unica richiesta: salvare i presidi ospedalieri
Durante le cinque ore di confronto sono stati approvati tre documenti chiave: quello del sindaco di Drapia Alessandro Porcelli, dedicato al Presidio di Tropea; quello del sindaco Alfredo Barillari per l’ospedale di Serra San Bruno; quello del sindaco Giuseppe Dato sulle criticità dell’ospedale di Nicotera. Tre testi confluiti in un’unica piattaforma politica che reclama interventi immediati, a partire dalla riattivazione dei reparti chiusi, dalla carenza di specialisti, dai servizi diagnostici ridotti al minimo e da interi territori lasciati senza risposte.
Giordano lo dice senza mezzi termini: «Questi presidi devono essere restituiti alle funzioni fondamentali della Sanità, perché la sanità a Vibo va migliorata, non accompagnata alla chiusura».
Il nodo dell’Atto aziendale e il caso Ventrice
A lasciare il segno, nella percezione dei sindaci, è soprattutto l’Atto aziendale presentato il 5 novembre, giudicato da molti come un documento “che centralizza anziché distribuire” le poche risorse disponibili. La situazione si è fatta ancora più tesa dopo le dimissioni del dottor Alberto Ventrice, gesto accolto con «solidarietà» da parte dei sindaci, che lo hanno invitato a tornare sui propri passi, così come chiesto anche dal prefetto Tomao. Un segnale politico forte, che ha contribuito ad accendere gli animi di una comunità che avverte la sanità locale come un sistema sempre più fragile.
Le rassicurazioni dei commissari: “Nessuna volontà di ridurre i servizi”
La triade commissariale – Tomao, Orlando e, assente per impegni, Miserendino – ha provato a smorzare le preoccupazioni. La posizione ufficiale è netta: «Non c’è alcuna intenzione di ridurre i servizi o le strutture esistenti. Il programma prevede la valorizzazione degli ospedali periferici e un miglioramento dell’organizzazione». I commissari hanno spiegato di star lavorando su vari fronti, dalla ricerca di personale alla possibilità di modificare parti dell’Atto aziendale “qualora non interpretate nel senso giusto”. Un passaggio delicatissimo riguarda il nuovo sistema “Governance per le emergenze”, che consente ai medici del capoluogo di essere spostati nei territori più scoperti. Una soluzione definita “transitoria” ma che, per i sindaci, rischia di cristallizzare una situazione già molto precaria.
I sindaci: “Sì al dialogo, ma ora servono risultati concreti”
Le parole dei commissari sono state accolte «con speranza», ma non bastano: i sindaci vogliono prove immediate, non impegni generici. Una fiducia “condizionata”, che durerà finché la Regione e l’ASP non dimostreranno con i fatti di voler invertire la rotta. In particolare, la Conferenza chiede alla Regione Calabria di restituire al territorio le risorse economiche sottratte negli anni, denunciando una sperequazione che ha colpito duramente l’intera provincia.
Tropea, Serra, Nicotera: il territorio dimenticato
Gli interventi dei sindaci hanno mostrato un quadro sanitario in ginocchio: reparti chiusi, ambulatori fermi per carenza di medici, sale operatorie nuove ma inutilizzate, servizi di dialisi e radiologia ridotti, pronto soccorso in affanno.
Tropea
Nel documento presentato da Porcelli emergono reparti chiusi da anni, radiologia a mezzo servizio, carenze gravi nel pronto soccorso e nella day surgery, e un territorio turistico lasciato senza risposte. proposta conferenza dei Sindaci…
Serra San Bruno
Il documento Barillari fotografa un ospedale “strategico ma depotenziato”, con un solo anestesista, un solo radiologo tre giorni a settimana e sale operatorie inutilizzate. Una situazione definita «insostenibile» e contraria al DCA 360/2024. documento Ospedale San Bruno co…
Nicotera
Anche qui emergono carenze strutturali, personale insufficiente e servizi ridotti, elementi che minacciano la stessa sopravvivenza del presidio.
Il ruolo dei sindaci e della comunità: una mobilitazione senza precedenti
Il presidente Giordano ha voluto ringraziare tutti i sindaci per i loro interventi «competenti, non distaccati e non superficiali», capaci di trasformare i disagi delle comunità in una pressione istituzionale forte e unitaria. Presente anche il Vescovo Attilio Nostro, che con la sua partecipazione ha mostrato quanto il tema sia ormai percepito come una questione non solo amministrativa, ma sociale e perfino etica.
L’appello finale: “La Regione intervenga subito”
La Conferenza ribadisce che la sanità vibonese non può più reggersi sull’“eroismo” di pochi medici rimasti, né su aggiustamenti temporanei. Serve una programmazione reale, l’approvazione del Piano di fabbisogno del personale, nuove assunzioni e una distribuzione equa delle risorse tra ospedali. Giordano chiede alla Regione di smentire con i fatti la tesi di chi ipotizza un lento smantellamento della sanità provinciale: «Il Vibonese ha diritto a risorse adeguate e a servizi decenti. Continueremo a vigilare con grande attenzione».








