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19 Maggio 2026
19 Maggio 2026
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“Non bisogna morire, bisogna vivere”: la disperazione dei dializzati di Serra San Bruno

Potere al Popolo attacca: “Sanità calabrese allo sfascio, cambiare tutto è l’unica via” Dura presa di posizione del movimento dopo la protesta davanti all’ospedale di Serra

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Non ce la faccio a parlare”, inizia così, tra le lacrime, la testimonianza di uno dei pazienti dializzati presenti al sit-in di protesta organizzato il 7 novembre davanti all’ospedale di Serra San Bruno.
La voce rotta dall’emozione racconta una situazione drammatica: “Non ci serve un commissario che scaldi la sedia, ci servono dottori. Questa è una vergogna! Non bisogna morire, bisogna vivere!”.

L’uomo, insieme ad altri malati, denuncia l’assurdità di un sistema che costringe i pazienti a spostarsi in altre zone della Calabria per ricevere trattamenti salvavita, nonostante nel presidio di Serra “ci siano macchinari costati milioni di euro”.

È la nostra vita, caro commissario – ha aggiunto – paghi due dottori e riapra il servizio dialisi di Serra. Non si mandano via le persone a morire.

Potere al Popolo: “Questa è la fotografia del fallimento politico della sanità calabrese”

Il movimento Potere al Popolo ha espresso piena solidarietà ai cittadini di Serra San Bruno, definendo quanto accaduto “la catastrofe del Servizio Sanitario calabrese”.

“Non si tratta di un evento naturale, ma di una responsabilità politica precisa — si legge nella nota —. Da anni, a livello nazionale e regionale, si è scelto di definanziare la sanità pubblica, chiudendo ospedali e tagliando personale. Il tutto mentre interessi clientelari e ‘ndranghetistici continuano a infiltrarsi nel sistema sanitario”.

Sanità pubblica in ginocchio: Calabria ultima in Italia

I dati, ricorda Potere al Popolo, parlano chiaro: la Calabria è stabilmente agli ultimi posti in Italia per qualità dell’assistenza sanitaria.
Negazione del diritto alla salute”, denunciano gli attivisti, citando la Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale e garantisce cure gratuite per chi non può permettersele.

Eppure, in Calabria accade l’esatto opposto: “Si muore a causa dello smantellamento del sistema sanitario, mentre infermieri e operatori che durante la pandemia da Covid-19 hanno salvato vite umane vengono licenziati. Mancano centinaia di medici di base, e le guardie mediche scoperte sono ormai la norma”.

“La salute non è un bene di mercato”

Potere al Popolo ribadisce un principio essenziale: “La salute non è un bene di mercato ma un diritto universale. In Calabria questo diritto è stato calpestato per decenni da politiche di tagli, commissariamenti e gestione privatistica della sanità”.

Il movimento annuncia che nei prossimi giorni incontrerà il Comitato “San Bruno” per sostenere la battaglia contro la chiusura dell’ospedale, simbolo di una resistenza civile e popolare. “Siamo al fianco dei cittadini di Serra San Bruno – conclude la nota – e crediamo che per ottenere risultati concreti sia necessario cambiare tutto, a partire dal modo in cui si pensa e si gestisce la sanità pubblica”.

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