27 Luglio 2026
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Ospedale Castrovillari, Laghi presenta esposto al Prefetto: “Convocazione fuori termine del Consiglio comunale”

L'istanza dell'opposizione era stata protocollata il 2 luglio, ma l'assise è stata fissata per il 3 agosto superando i 20 giorni previsti da Statuto e Regolamento. Informato anche il Ministero dell'Interno per presunta violazione dei diritti delle minoranze.

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La gestione della crisi sanitaria nell’area del Pollino sfocia in uno scontro procedurale e istituzionale al Comune di Castrovillari. La decisione della presidenza del Consiglio comunale di fissare al 3 agosto la seduta straordinaria dedicata alle criticità dell’ospedale cittadino ha spinto i gruppi di opposizione ad adire le vie formali. A guidare la protesta è il consigliere comunale di minoranza Ferdinando Laghi (Solidarietà e Partecipazione), che insieme ai colleghi dell’opposizione ha inviato una segnalazione dettagliata alla Prefettura di Cosenza e ai vertici del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno per contestare il mancato rispetto della tempistica prescritta dalle norme dell’ente.

“Il Consiglio comunale urgente sulla sanità, convocato fuori dai termini previsti: per questo, unitamente a tutti gli altri Consiglieri di minoranza, ho presentato un esposto al Prefetto di Cosenza e scritto al Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno” dichiara il consigliere comunale di minoranza Ferdinando Laghi (Solidarietà e Partecipazione).

L’emergenza sanitaria e le ragioni dell’istanza d’urgenza

L’iniziativa delle minoranze trae origine dalle gravi sofferenze operative in cui versa il presidio ospedaliero locale, aggravate durante la stagione estiva dal fisiologico godimento delle ferie da parte del personale medico e infermieristico, fattore che incide su organici già sottodimensionati. La richiesta formalizzata dall’opposizione mirava a un confronto immediato in aula proprio per individuare soluzioni contingenti prima del mese di agosto, ma l’iter contesta direttamente le modalità di fissazione della data da parte della maggioranza.

“Il 2 luglio scorso abbiamo depositato, a firma congiunta, con regolare istanza protocollata, la richiesta di convocazione del Consiglio comunale, in sessione straordinaria, sull’emergenza sanitaria e sulla tutela dell’ospedale di Castrovillari – spiega Laghi – Un argomento sensibile ed importante visti i problemi della sanità locale, ancor più pressanti in questo periodo dell’anno in cui, doverosamente e opportunamente, si concentrano le ferie estive degli operatori, destinate ad acuire i gravi problemi da cronica carenza di organici. Statuto e Regolamento del Consiglio stabiliscono che, quando la convocazione sia richiesta da almeno un quinto dei consiglieri assegnati, la seduta debba tenersi entro venti giorni dal deposito dell’istanza, con all’ordine del giorno gli argomenti proposti dai firmatari. Le nostre firme erano sei, ben oltre la soglia prevista, e il termine scadeva il 22 luglio”.

“Il 20 luglio, il presidente del Consiglio, che dovrebbe esercitare il suo mandato a tutela soprattutto dei diritti delle minoranze e garantire il rispetto di norme e regole di funzionamento del Consiglio, ha convocato la Conferenza dei capigruppo – dopo una precedente riunione tenutasi il 7 luglio – per individuare la data della specifica seduta sulla sanità, richiesta dalle minoranze. Al termine dell’incontro il Consiglio è stato convocato per il 3 agosto. Decisione assunta dal Presidente del Consiglio in ordine a esigenze di capigruppo della maggioranza, nonostante la nostra esplicita contrarietà, manifestata in quella stessa sede” aggiunge l’esponente di Solidarietà e Partecipazione.

La tutela delle prerogative democratiche e la richiesta al Ministero

Secondo la ricostruzione presentata nell’esposto, lo slittamento della data altera le garanzie funzionali attribuite dal Testo unico degli enti locali alle minoranze, trasformando un vincolo regolamentare stringente in un margine di discrezionalità gestito secondo l’agenda del gruppo di governo municipale.

“I termini indicati e fissati da Statuto e Regolamento comunale, che, a mia memoria, sono sempre stati rispettati nelle passate consiliature, non sono un dettaglio formale, ma la garanzia che l’ordinamento riconosce alle minoranze consiliari – afferma ancora Laghi – Servono ad assicurare tempi certi, sottraendo la decisione sul “quando” alla convenienza di chi governa. Subordinare tutto alla disponibilità della maggioranza, svuota di senso le indicazioni normative e regolamentari, altera il corretto equilibrio tra maggioranza e opposizione e limita l’esercizio della funzione di indirizzo e controllo che spetta a ogni consigliere comunale. Ma apre anche possibili e allarmanti scenari futuri di una non consentita discrezionalità da parte della maggioranza, rispetto alla regolare partecipazione democratica da parte di rappresentanti della Comunità, regolarmente eletti. Abbiamo perciò chiesto al Prefetto e al Ministero – conclude Ferdinando Laghi – di verificare la legittimità della convocazione, fissata al 3 agosto, di accertare la corretta applicazione dello Statuto, del Regolamento e del Testo unico degli enti locali e di adottare le iniziative necessarie affinché simili situazioni non si ripetano”.

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