Il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Santa Maria dell’Ungheresi di Polistena sta attraversando una nuova fase critica. Secondo quanto denunciato dal Comitato spontaneo a tutela della salute, la struttura sarebbe interessata da “un ulteriore e gravissimo ridimensionamento di personale”, tale da “non poter più garantire la reperibilità notturna”.
Una condizione che, spiegano dal Comitato, comporta conseguenze immediate sull’assistenza: “in caso di emergenze traumatiche, incidenti stradali o infortuni gravi, i pazienti vengono trasferiti dall’ospedale di Polistena a quello di Locri”. Una situazione definita “paradossale”, attribuita a “una evidente disorganizzazione dell’ASP”.
Dimissioni e addio del primario
A rendere il quadro ancora più complesso è quanto avvenuto nelle ultime settimane. Il Comitato riferisce che “un giovane medico in servizio presso il reparto ha rassegnato le dimissioni nel silenzio assoluto dell’ASP di Reggio Calabria”, proprio mentre, a livello regionale, “si moltiplicano annunci e proclami per richiamare medici da ogni parte del mondo”.
Da lunedì, inoltre, il reparto perderà anche il suo primario, il dottor Laganà, che – secondo quanto dichiarato – “ha lavorato fino all’ultimo giorno senza poter usufruire di ferie, sostenendo carichi di lavoro insostenibili”.
Due soli dirigenti per 180mila abitanti
Con l’uscita del primario, l’assetto del reparto risulterebbe drasticamente ridotto. “Rimarranno soltanto due dirigenti medici a garantire ambulatorio, sala operatoria e degenza”, in una struttura che serve “un bacino di utenza di circa 180mila abitanti”. A questi si aggiungerebbero “un laureando e un medico cubano”, una situazione che il Comitato definisce senza mezzi termini: “Questa non è organizzazione: è abbandono”.
Un presidio obbligato per la Piana di Gioia Tauro
Il Comitato sottolinea come la scelta dell’ospedale di Polistena non sia opzionale per i cittadini della Piana. “Non è una scelta volontaria, ma obbligata”, spiegano, evidenziando la necessità di “raggiungere l’ospedale con la certezza di trovare medici non stremati, in grado di lavorare in sicurezza”.
Secondo la denuncia, il rischio è quello di “errori, imperizie e responsabilità che derivano esclusivamente da una carenza cronica di personale”, incompatibile con un reparto che opera prevalentemente in emergenza-urgenza. Da qui la conclusione netta: “Un reparto di Ortopedia e Traumatologia non può essere tenuto in piedi con due soli dirigenti medici”.
Concorsi mai banditi e interrogativi aperti
La situazione, precisano dal Comitato, non sarebbe nuova. “Avevamo già denunciato questa criticità mesi fa”, ricordano, sottolineando che “il pensionamento del primario era noto da almeno un anno”, senza che “venisse bandito alcun concorso serio e tempestivo”. Da qui una serie di domande rivolte all’ASP: “Perché questa indifferenza verso la Piana di Gioia Tauro? Che cosa dobbiamo aspettare ancora?”.
L’ultimatum e l’annuncio di azioni legali
Oltre all’allarme pubblico, il Comitato ha avviato una raccolta firme e annuncia iniziative formali. “Presenteremo una denuncia in autotutela”, dichiarano, precisando che “riterremo responsabili medici, direttori sanitari e dg di Reggio Calabria per qualunque evento avverso” che dovesse verificarsi, non solo in Ortopedia ma anche in Psichiatria, dove “da anni solo tre medici sostengono turni massacranti”.
L’ultimatum è chiaro: “Concediamo all’ASP venti giorni di tempo per bandire il concorso per il primario di Ortopedia e Traumatologia”. Al termine della raccolta firme, “la documentazione sarà trasmessa alla Procura della Repubblica di Palmi e al Prefetto”. La presa di posizione si chiude con un richiamo ai principi fondamentali: “Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione”, ribadisce il Comitato. “È un diritto inviolabile. Nessuno ha il diritto di annientarlo”.












