In Italia nel 2025 sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di cancro, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2024. La Commissione europea conferma un calo dell’1,7% dei casi complessivi in Europa e del 2,6% in Italia, dovuto sia alla diminuzione della popolazione sia alla riduzione dei casi di tumore del polmone negli uomini.
Il report “I numeri del cancro in Italia 2025”, realizzato da Aiom, Airtum, Fondazione Aiom, Ons, Passi e Siapec-Iap, evidenzia anche un calo del 9% dei decessi oncologici negli ultimi 10 anni, particolarmente marcato nei tumori del polmone (-24%) e del colon retto (-13%).
Screening in crescita, ma Sud penalizzato
La partecipazione ai programmi di prevenzione secondaria è aumentata significativamente negli ultimi cinque anni. La copertura della mammografia è passata dal 30% nel 2020 al 50% nel 2024, mentre il test del sangue occulto nelle feci, utile per la diagnosi precoce del tumore del colon retto, è salito dal 17% al 33%. Anche lo screening cervicale ha registrato un miglioramento, passando dal 23% al 51%.
Al Sud il recupero è stato particolarmente evidente, con incrementi triplicati rispetto agli anni precedenti. La copertura della mammografia è salita dal 12% al 34%, quella del test del sangue occulto fecale dal 5% al 18%, mentre lo screening cervicale ha raggiunto il 37%. Nonostante questi progressi, permane una criticità significativa: circa il 15% delle pazienti meridionali è costretta a spostarsi in altre regioni per la chirurgia mammaria, con punte che arrivano quasi al 50% in Calabria, evidenziando una forte disparità territoriale nell’accesso alle cure specialistiche.
Fattori di rischio e prevenzione primaria
I principali fattori di rischio rimangono il fumo (24% degli adulti), il sovrappeso (33%) e l’obesità (10%), oltre alla sedentarietà (27%) e al consumo di alcol (58%).
Il gradiente geografico mostra criticità nel Sud: Campania, Puglia e Molise registrano metà della popolazione adulta in sovrappeso. La riduzione della sedentarietà, dal 32% nel 2020 al 27% nel 2024, rappresenta un segnale positivo per la prevenzione
Mobilità sanitaria e disparità regionali
Nel 2023 sono stati effettuati 66.351 interventi per carcinoma mammario, di cui 5.223 fuori regione. La mobilità sanitaria è circa 8% a livello nazionale, ma sale al 15% nel Sud, tre volte più alta rispetto al Centro-Nord. Questo fenomeno evidenzia criticità nell’accesso alle cure specialistiche e disuguaglianze territoriali che compromettono la continuità assistenziale.
Messaggi dagli esperti Aiom
Massimo Di Maio, presidente Aiom, sottolinea che il progresso terapeutico aumenta il carico di lavoro delle strutture sanitarie, rendendo la prevenzione fondamentale per ridurre il numero di persone che si ammalano e favorire diagnosi precoci.
Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom, evidenzia l’importanza delle cure palliative integrate con le terapie oncologiche e sottolinea che la morte medicalmente assistita deve rispettare il ruolo del Servizio sanitario nazionale, garantendo percorsi completi e dignitosi.








